Il Tirreno

Idea: una pesa in ognuna delle 70 cave

Idea: una pesa in ognuna delle 70 cave

La proposta delle associazioni degli autotrasportatori per evitare il rischio delle multe per i sovraccarichi

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CARRARA. Una pesa per ogni cava (quelle attive sono una settantina): è la richiesta che è stata avanzata dalle associazioni degli autotrasportatori del lapideo ieri mattina al tavolo in Prefettura, per risolvere definitivamente il problema delle multe sui sovraccarichi. Non si tratterebbe di pese grandi come quelle di Miseglia o quelle vecchie che erano a Torano-Piastra, ma di meccanismi più piccoli e meno costosi.

Ma se sul principio di pesare i mezzi prima dell’ingresso sulla strada pubblica c’è piena condivisione, i problemi potrebbero nascere nella fase di concretizzazione di questa idea.

I camion del lapideo devono essere pesati prima di immettersi sulla strada comunale, in modo da evitare i sovraccarichi e le conseguenti sanzioni: lo hanno concordato all’unisono l’amministrazione carrarese, Assindustria Massa-Carrara, Confartigianato Trasporti e Fita Cna, nell’incontro di ieri in Prefettura, convocato due settimane fa dal prefetto vicario Anna Mitrano, sulla scia della mobilitazione degli autotrasportatori del lapideo.

Stanchi delle continue sanzioni, impossibilitati, secondo quanto sostengono i camionisti, a determinare con precisione il peso del carico prima dell’arrivo all’impianto delle pese di Miseglia bassa, gli autisti dei “bisonti del marmo” avevano bloccato per due giorni l’intero settore, chiedendo di risolvere definitivamente il problema. E se, durante la protesta, la soluzione più probabile era sembrata l’installazione di tre grandi pese, ciascuna nei principali bacini marmiferi, ieri mattina nel corso dell’incontro in Prefettura, le associazioni di categoria hanno rimescolato le carte, chiedendo che ciascuna delle 70 cave del comprensorio carrarese si doti di un sistema di pesatura. Dopo avere sviscerato la questione e valutato attentamente la normativa, Confartigianato trasporti e Fita Cna sono giunte infatti alla conclusione che una pesa per bacino non avrebbe comunque risolto il problema: come aveva già spiegato il sindaco Angelo Zubbani, le sanzioni per il sovraccarico scattano al momento stesso dell’ingresso sulla strada comunale. E poiché per raggiungere le tre pese “a monte” i mezzi pesanti avrebbero dovuto comunque percorrere un tratto di pubblica via, il rischio sanzione sarebbe rimasto. Di qui la richiesta di dotare ciascuna cava di un sistema, e ce ne sono diversi, per quantificare precisamente il carico: «E’ l’unica soluzione» ha commentato Attilio Papini, di Confartigianato Trasporti, dando voce all’intera categoria. Dal punto di vista tecnico le possibilità sono tante e vanno dalle pese semovibili, che hanno bisogno di una superficie livellata, ai dinamometri che si installano direttamente sulle benne: si tratta di sistemi ovviamente molto meno costosi rispetto a un impianto di pesatura vero e proprio, e il cui prezzo oscilla tra i 4 e i 7mila euro. Proprio per valutare tutti questi aspetti, incassata la disponibilità di Assindustria ad affrontare la questione, a breve si aprirà un tavolo tecnico a cui parteciperà un rappresentante per ciascuna associazione di categoria: in quella sede si entrerà nel merito delle possibili opzioni tecniche.

«Ora speriamo che alle parole seguano i fatti», hanno commentato al termine dell’incontro i rappresesntanti di Cna e Confartigianato, auspicando che l’annoso problema dei sovraccarichi sia avviato verso una soluzione definitiva. Un primo conforto in questa direzione è arrivato proprio dal prefetto vicario Anna Mitrano, che ha chiesto di essere aggiornata costantemente sull’andamento del confronto, impegnandosi a seguire tutti gli sviluppi della trattativa.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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