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Chi non rispetta le regole rischia giorni di chiusura

Chi non rispetta le regole rischia giorni di chiusura

MASSA. Un patto tra Comune ed esercenti, ancora non definitivo, certo, ma con l’obbiettivo ambizioso di vivacizzare la città nel segno di ordine e rispetto delle regole. A partire da musica e...

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MASSA. Un patto tra Comune ed esercenti, ancora non definitivo, certo, ma con l’obbiettivo ambizioso di vivacizzare la città nel segno di ordine e rispetto delle regole. A partire da musica e rumori.

Nei giorni prefestivi e venerdì e sabato sera, fuori dai locali deve regnare il silenzio dalle 24 alle 8. Chiaro: non “silenzio di tomba”, comunque deve essere concesso il riposo a chi tra locali, bar ed enoteche, ha casa. Rumori controllati dalle 23 nei giorni feriali.

Le regole sono definite e l’amministrazione - da parte sua - assicura il controllo capillare del territorio perché quelle prescrizioni siano rispettate. Dalla guida dopo un’abbondante bevuta, alla sosta selvaggia. Anche se rimane da capire come possano essere assicurati quei controlli visto che alle 20 - fatta eccezione per alcune sere - i vigili tornano a casa.

Certo è che il patto - se sottoscritto - va rispettato e chi non lo fa rischia di incorrere in un illecito amministrativo. Insomma, a quanto previsto dall’articolo 659 del codice penale su schiamazzi e disturbo del riposo e dal decreto legislativo 267 del 2000 (che introduce multe da 25 a 500 euro), si aggiunge anche l’eventuale mancato rispetto del patto. Chi non si attiene alle prescrizioni (ricordiamo che siamo ancora in fase di bozza) fa i conti, in prima battuta, con una diffida: Palazzo civico - detta in parole semplici - invita a rientrare nei binari. Se il titolare del locale non demorde e le diffide si ripetono, scattano - secondo quanto previsto dal patto - i giorni di sospensione dell’attività. Insomma, saracinesche abbassate per 5 giorni (in caso di tre avvisi ripetuti), fino ad un massimo di 15 giorni se gli avvisi arrivano a quota 7. Nei casi di particolare gravità, la palla passa al sindaco: a lui il “potere” di ridurre l’orario dell’attività per un «tempo limitato al ripristino della sicurezza urbana violata».

Adesso tocca alle parti decidere: se sotto la bozza metteranno la firma le associazioni ( di categoria, ma non solo) le notti massesi cambieranno volto.(C.S.)

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