La manifestazione
Bagnone, due giorni a tutto miele
Apre la kermesse dedicata al prodotto delle api. Un modo per rilanciare i grandi prodotti alimentari della Lunigiana
FIRENZE. Siamo stati la prima dop italiana per il miele. Ma forse, finora, non abbiamo saputo comunicarlo bene. O comunque con efficacia. Benvenuta allora questa due giorni che le Città italiane del miele hanno voluto organizzare a Bagnone, una delle capitali gastronomiche della Lunigiana.
Oggi in Italia esiste una seconda dop con il miele delle Dolomiti Bellunesi. Ma insomma continuiamo ad essere veramente in pochi a fregiarci di questo riconoscimento assegnato dall’Unione Europea.
Domani e venerdì per Bagnone sarà veramente una due giorni ad altissimo contenuto glicemico.
Ci saranno concorsi e premi, conferenze e presentazioni. Come a nascita dei Ristoranti del buon miele, ovvero i locali che sanno valorizzare il prodotto della api.
Un locale del genere, del resto, esiste già in Lunigiana. Ed è Bussè che ha sempre almeno 6-7 mieli in degustazione, tutti rigorosamente della nostra vallata.
La due giorni di Bagnone è stata presentata ieri mattina in pompa magna in Regione a Firenze. Presente Loris Rossetti, già sindaco di Fivizzano e oggi alla guida della importante commissione agricoltura della Regione Toscana.
Il miele come modo e mezzo per promuovere un territorio. Questo il senso dell’operazione presentata a Firenze dalla presidentessa delle Città del miele. Un modo non solo dolce e salutistico, ma anche ecologico. Si sa, ormai da tempo, che solo dove non c’è inquinamento (come sulle nostre colline) il miele viene più buono e senza residui pericolosi.
Il miele si può promuovere anche con i concorsi che si vedranno domani e dopo.
Molto bello il concorso, giunto alla terza edizione, ribattezzato il Miele in cucina. Partecipano gli allievi delle migliori scuole alberghiere d’Italia. Dovranno cimentarsi con ricette a tema, come il miele con le carni rosse e nere. Oppure venendo alla zona bar con il tema del miele d’arancio, di castagno e eucalipto alle prese con gli after dinner. Ovvero quei cocktail consigliati per il dopo cena.
Qui in gara c’è anche un enfant du pays. Si tratta di Pietro Tonelli dell’alberghiero Minuto di Marina di Massa.
Le città del miele sono in tutto 49. In Toscana ci sono le nostre Mulazzo, Tresana e e Pontremoli, accompagnate da nomi altisonanti come Montalcino e Rosignano Marittimo.
A proposito di Montalcino, nella capitale italiana del vino si svolge anche una importantissima rassegna dedicata al miele. Eppure la val d’Orcia non ha la dop.
Per questo, ripetiamo che la denominazione d’origine è importante ma il prodotto va promosso, sempre e comunque.
Raccontando anche le cose che non vanno in questo settore. Perchè ad un importante aumento del consumo di miele in Italia non ha corrisposto un aumento di produzione, ma molti si sono spinti forte sul mercato internazionale. Con, molti non lo sanno, che arrivano anche dalla Cina certi tipi di miele.
Questo mentre il mondo del miele muove cifre importanti. Sono 30 le manifestazioni che si organizzano ogni anno dedicate al miele. Con un coinvolgimento di 300mila spettatori-consumatori (e si parla di una cifra fortemente prudenziale).
In Italia sono 56 le tipologie di miele e sono 2 milioni i fiori necessari a produrre mezzo chilo di prodotto. Mezzo cucchiaino è quanto un’ape riesce a produrre nel corso della
sua vita. E’ il consumo degli italiani quant’è? Poco più di 500 grammi a testa l’anno, ma è in crescita.
Ma torniamo alla nostra terra. Siamo di fronte ad un immagine forte del prodotto ma è necessario che la Lunigiana tutta si muova. Alla presentazione di ieri, ad esempio, si è riparlato dei bovini di razza pontremolese, ormai estinti ma dalla grande carne. Una razza da far rinascere quanto prima.
C’è necessità che l’arca dei prodotti perduti della Lunigiana venga riconosciuta da tutti. Non basta più solo il testarolo. Come sanno in molti la capitale toscana dei prodotti tipici è – riconosciuta dalla stessa Regione in maniera ufficiale – propria la Lunigiana.
Intanto godiamoci la duegiorni del miele di Bagnone. Come scrivono gli organizzatori «L’Italia dei mieli è un patrimonio naturalistico e umano fatto di passione, perseveranza e tenacia: valori da onorare e preservare».
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