Il Tirreno

Aulla piange il patron Giorgio Aranci

Aulla piange il patron Giorgio Aranci

Scampato per miracolo all’alluvione del 2011 ricostruì il distrutto supermarket Conad che dà lavoro a 26 persone

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AULLA. Ha visto il proprio supermercato rinascere, ma altrettanto non si può dire della sua città. Giorgio Aranci, patron del supermercato Conad, se n'è andato, all'età di 79 anni, nella notte fra lunedì e martedì all'ospedale di Cisanello a Pisa, dove era ricoverato da una decina di giorni. Accanto a lui la figlia Francesca e l'affetto di una intera comunità, sopraffatta dall'emozione per una perdita che lascia un vuoto incolmabile.

Infatti, il nome di Giorgio Aranci è indissolubilmente legato all'alluvione che portò distruzione e morte il 25 ottobre 2011. Un'ondata di acqua furiosa e fango torbido che per poco non si prese la vita di Giorgio Aranci, il quale, nei minuti più spaventosi del tardo pomeriggio di martedì 25 ottobre 2011, si trovava dentro il Conad, il suo supermercato di viale Lunigiana, da dove cercò di fare uscire tutti i clienti e i dipendenti. Lui, però, rimase intrappolato dentro e si arrampicò sugli scaffali, incredulo nel vedere quella melma limacciosa che arrivava fino al soffitto, entrando violentemente nel suo corpo fino quasi a soffocarlo. Fortunatamente, nel buio e nel freddo, qualcuno riuscì a trarlo in salvo, nuotando, da quel supermercato che stava per diventare una bara. Poi una luce e alcuni ragazzi lo issavano su un tetto che si trova accanto al supermercato.

Venivano, quindi, i lunghi giorni trascorsi in ospedale, ma anche il tempo di guardare avanti. E il 19 aprile 2012 veniva riaperto il supermercato di viale Lunigiana, dopo che furono investiti due milioni e mezzo di euro per rimettere a nuovo i locali e per un sistema di messa in sicurezza, un supermercato che dà lavoro a 25 persone, mentre in Lunigiana e anche fuori di questa la rete dei market targati Aranci garantiscono quasi 200 posti di lavoro. Ma a fare la differenza nell'immaginario della gente fu il gesto di grande generosità compiuto da Giorgio Aranci una settimana prima della riapertura, quando, di fronte al consiglio comunale dei giovani, donò assegni per 45mila euro per la ricostruzione di Aulla.

«Tutte le notti ricordo l’alluvione e mi ritengo fortunato, perché qualcuno o qualcosa - disse in quella occasione - da lassù mi ha guardato».

Aranci era consapevole di essere vivo per miracolo e aveva rivolto un pensiero alle famiglie aullesi, a 55 delle quali, le più colpite dall’alluvione, furono regalati buoni da 100 euro l’uno per fare la spesa, mentre due buoni da 500 euro ciascuno andarono alle famiglie di Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, le due vittime dello spaventoso gorgo di acqua e fango. Aranci procedette personalmente alla consegna degli assegni alla preside Paola Bruna Speranza (istituto comprensivo Dante Alighieri) per l’acquisto di arredi; al dirigente scolastico Fabrizio Rosi (liceo classico Giacomo Leopardi) per l’acquisto di materiale informatico; a Sandro Caponi (Pubblica assistenza Croce Bianca) per l’acquisto di un nuovo defibrillatore; a Marco Pinelli (Comitato rinascita Aulla e Lunigiana) per l’acquisto di biancheria per coloro che sono stati colpiti dall’alluvione; all'allora sindaco Roberto Simoncini per l’acquisto di mobili da donare agli alluvionati; a don Giovanni Perini (parrocchia di San Caprasio) e ad Alessandro Tosi (Us Aullese). Come accennato, una settimana dopo il supermercato Conad di viale Lunigiana riaprì i battenti e sull'entrata lato fiume Magra fu messa una Madonnina azzurra, sotto la quale furono incise le date del disastro (25 ottobre 2011) e della rinascita (19 aprile 2012).

I funerali di Aranci si svolgeranno venerdì alle 15 nella chiesa di Caprigliola.

Gianluca Uberti

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