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Area retroportuale, variante al traguardo

Area retroportuale, variante al traguardo

L’assessore Vannucci: «Pronta la delibera». Oggi l’atto va in commissione urbanistica, poi ultima parola al consiglio

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CARRARA. Pronta la delibera per la variante urbanistica relativa all’area retroportuale: oggi verrà portata in commissione urbanistica dove interverrà l’assessore Andrea Vannucci. In pratica l’’iter è a un passo dall’approdare a un prossimo consiglio comunale (ma non quello di venerdì 8) per il via libera definitivo.

«C’era già un accordo in Regione – ricorda il sindaco Angelo Zubbani per consentire una destinazione d’uso industriale funzionale anche alle attivirà del Nuovo Pignone. Solo circa 60mila metri quadrati resteranno non industriali, quelli verso via delle Pinete-viale Zaccagna dove ci sono abitazioni». L’accordo cui si riferisce Zubbani è quello di programma, siglato nel 2011 in Regione da Provincia, Comuni di Carrara e Massa, Nuovo Pignone e Porto di Carrara spa.

Nella precedente commissione urbanistica erano stati illustrati i particolari tecnici della variante ed era stato dato il via libera agli uffici comunali affinché predisponessero la procedura che ha portato ora alla stesura della delibera da portare al consiglio comunale.

«Praticamente non abbiamo cambiato nulla dalla volta scorsa – spiega l’assessore Vannucci – e in commissione portiamo in pratica la delibera».

La proposta tecnica stabilisce che l’area retroportuale resterà in parte destinata a centro intermodale: si tratta dei servizi annessi al porto e dislocati attualmente nella fascia più vicina al mare.

Una parte dell’area retroportuale, avrà una nuova destinazione d’uso: tecnicamente si parla di farla diventare zona G1 cioè per le attività produttive industriali che già sono nella attigua area di circa 40mila metri quadrati occupati dallo yard del Nuovo Pignone in viale Zaccagna dove èin cosrso l’allestimenti dei mega moduli destinati all’isola di Barrow in Australia.

Nella precedente commissione urbanistica fu spiegato che la variante urbanistica non necessita di Vas, ossia della valutazione ambientale strategica, anche se sono state previste delle prescrizioni.

«Abbiamo tutti gli ok necessari per approvare la variante», conferma l’assessore Vannucci.

In sostanza la zona G1 diventerà più grande estendensosi su altri 170mila metri quadrati (di cui 16mila mq. – era stato spiegato in commissione urbanistica – utilizzabili per nuovi insediamenti produttivi) che finora hanno visto i servizi del centro intermodale logistico, il quale resterà limitato a una fascia lato mare, di 56mila metri quadri.

La variente urbanistica potenzia in pratica le attività industriali possibili, collegabili con le attività portuali e i trasporti marittimi.

In più di una occasione il presidente dell’associazione industriali di Massa Carrara, Giuseppe Baccioli, ha prospettato la nascita di un polo della meccanica ad alta tecnologia nella zona retroportuale.

E dal canto suo, la Porto di Carrara spa, attende che il Comune faccia decollare la variante all’area retroportuale per poter portare avanti la propria politica aziendale, che comprende la razionalizzazione delle aree che possono dare maggiore impulso alla dinamica dei traffici marittimi.

Di recente è stato inaugurato il grande e travagliato piazzale Città di Massa, sul quale però la Porto spa non sembra al momento avere grandi aspettative per nuovi traffici (diversamente dalla Port Authority), al di là dello stoccaggio merci, ponendo invece molta attenzione all’area retroportuale.(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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