Il Tirreno

Appaltopoli, nei guai altre ventitre persone

Appaltopoli, nei guai altre ventitre persone

Tra gli indagati ci sono ancora Iodice, Cantone e l’imprenditore Santacroce Interrogati dalla squadra mobile diversi funzionari del penitenziario apuano

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MASSA. L’appaltopoli in carcere nei mesi scorsi si è arricchita di un nuovo capitolo e soprattutto di nuovi indagati. Oltre al rito immediato per l’ex direttore dell’istituto Salvatore Iodice, l’ex contabile del penitenziario Salvatore Cantone e l’ex funzionario Stefano Tendola, e oltre la condanna a 2 anni e sei mesi per l’imprenditore Prospero Santacroce, diventati 3 anni e 4 mesi in appello, la squadra mobile e il sostituto procuratore Rossella Soffio a maggio hanno inviato l’avviso di garanzia a 23 persone per altri lavori effettuati nella casa circondariale in regime di somma urgenza. Tra gli indagati ci sono ancora Iodice, Santacroce, Cantone e Tendola. Ma ci sono anche funzionari pubblici e imprenditori. Praticamente è il filone d’indagine rimasto fuori dal processo che si sta svolgendo in questi mesi a Massa. E che ieri ha vissutro un’altra udienza interlocutoria che si è giocata tutta sulla discussione tra accusa e difesa per il mancato accoglimento di un documento (un brogliaccio contenente le spiegazioni di alcune intercettazioni contenute su cinque cd) presentato dal pubblico ministero da parte del collegio giudicante (Sgambati, Aracri e Garofalo). Mentre in aula si dibatte in questi giorni negli uffici della squadra mobile si stanno tenendo gli ultimi interrogatori e presto partiranno le notifiche di fine indagine. Poi i ventitré indagati avranno venti giorni di tempo per produrre le memorie difensive. E ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio per un possibile processo ter.

Ma in cosa consiste il terzo filone dell’indagine? In pratica l’accusa in questi anni ha raccolto talmente tanto materiale da essere in grado di dimostrare l’esistenza di una fitta rete di collusioni attorno al carcere di Massa. Una rete che vedeva Salvatore Iodice, ex direttore, come punto di riferimento allo stesso livello dell’imprenditopre Prospero Santacroce. Un teorema che però la difesa, avvocato Balatri su tutti, sta cercando di smontare punto su punto, basandosi anche sulle sentenze di condanna.

Ma torniamo all’udienza di ieri che si è giocata, fino al tardo pomeriggio, sulle carte che il pubblico ministero voleva produrre ma che su opposizione delle difese si è vista respingere (in parte). In particolare uno degli uomini della squadra mobile (Vietina) che hanno supportato il pm Soffio in questa inchiesta ha spiegato al collegio il brogliaccio che introduceva le intercettazioni contenute nel faldone sull’appaltopoli in carcere. Prossime udienze nel 2014: il presidente Giovanni Sgambati ha fissato tre date (17 e 31 gennaio e 7 febbraio).

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