Il Tirreno

Presto il centro antiviolenza

di Melania Carnevali
Presto il centro antiviolenza

L’assessore Sdoga: «L’Arpa sta formando gli operatori, noi cercheremo la sede»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Atti violenti, aggressioni, minacce, danni ai bambini, atti persecutori. E ancora stalking, stupro coniugale, molestie sessuali, gravidanze forzate, segregazione dell'accesso all'istruzione o al lavoro. È solo una piccola lista delle varie forme di violenza che quotidianamente vengono perpetuate a molte donne del territorio. Violenze soffocate nel silenzio della vergogna o della paura a cui adesso, anche se con molto ritardo rispetto alle altre provincie toscane, le amministrazioni locali cercano di dare respiro.

Non è più uno slogan da campagna elettorale e sta diventando realtà infatti il “Centro Antiviolenza Donne”, - centri gestiti da associazioni o cooperative operanti nel settore che abbiano come funzione la prevenzione e la lotta alla violenza di genere - tanto che l’assessore alle pari opportunità Silvana Sdoga azzarda una previsione: nei primi mesi del 2014 anche la città avrà il suo centro antiviolenza.

«Non so se sia una previsione – commenta l’assessore – o una speranza, ma è possibile che nei primi mesi dell’anno nuovo si concluda il percorso avviato dalla legge regionale del 2007, e ci si possa mettere al pari delle altre provincie toscane, riuscendo a dare quindi una risposta seria a un’esigenza palpabile».

Tutto parte dalla legge regionale n. 59 del 2007, “Norme di contrasto alla violenza di genere” che prevedeva la creazione di una rete di relazioni fra i soggetti che operano nel territorio (Province, Comuni, Prefettura, Usl, Società della salute, Ufficio scolastico provinciale, Forze dell’ordine, Magistratura e centri antiviolenza) per offrire assistenza e protezione in maniera coordinata alle vittime di violenza. Nel 2009, in provincia, viene di fatto costituito il primo tavolo sulla tematica a cui aderiscono, oltre ai soggetti sopra citati, anche le associazioni locali che si occupano di violenza di genere (il tavolo è ancora aperto anche ad altre associazioni che posseggano i titoli). In quell’occasione vennero fissati alcuni obiettivi generali, ma è solo quest’anno che emergono le reali necessità: definire percorsi di interventi coordinati e predefiniti da parte dei soggetti facenti parte del tavolo, in base alla tipologia di problematica, e la creazione appunto di un centro antiviolenza, completamente assente sul territorio. Se sul primo punto, l’iter, si può dire concluso da tempo, il secondo sembra essere andato avanti con una moviola. Ma adesso, appunto, incomincia a vedersi l’alba di quello che potrebbe essere un nuovo percorso di prevenzione e lotta alla violenza di genere.

«L’Arpa che è una delle associazioni che fanno parte del tavolo, – spiega Sdoga – ha già attivato un percorso di formazione per gli operatori del costituendo centro di violenza. Saranno legali, psicologi, e altri specialisti perché il centro dovrà offrire un servizio integrato. Una volta concluso il corso di formazione, la palla passerà nuovamente a noi amministratori del capoluogo di provincia e alla Provincia, per trovare la sede ufficiale».

Collegato al centro antiviolenza ci sarà una casa rifugio, un posto quindi – il cui indirizzo è segreto – dove verranno ospitate le donne con i casi di violenza più gravi. Ma oltre a “tamponare” il centro sarà anche l’amplificatore di una nuova cultura della non violenza, «per questo – conclude l’assessore – verranno attivati anche percorsi formativi nelle scuole e verranno favorite iniziative volte a sviluppare tale cultura. Non darà solo assistenza quindi ma sarà parte attiva di una nuova cultura».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa