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Mareggiata, solo i massi salvano i bagni

Mareggiata, solo i massi salvano i bagni

A Ronchi le strutture protette da sacchi e sassi. Gli operatori propongono soluzioni all’emergenza

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Nessuna avanguardia tecnologica, nessun tentativo nel segno della sperimentazione. Il più “antico” dei sistemi funziona: i massi a protezione degli stabilimenti fanno il loro dovere e salvano le strutture. Barriere alzate dalla Provincia che - e questo è l’altro lato della medaglia - ad inizio stagione dovranno essere rimosse. Con dispendio di mezzi e denaro. La spiaggia se ne va, ma le onde a spostare i massi non ce la fanno: i massi reggono il colpo.

Così, di fronte ai buoni risultati, c’è chi quel sistema lo applica, seppur in versione, più soft e “fai da te”: sacchi di sabbia (e non sassi) di fronte alle casine in legno a Ronchi. Le strutture non si muovono di un centimetro e sopravvivono alla furia del mare. Già un risultato dopo anni nel segno del rischio crollo.

Stamani gli operatori passeranno il litorale palmo a palmo, un vero e proprio sopralluogo per evidenziare - non che ce ne sia bisogno - le criticità. Del resto la conoscenza delle fragilità della costa è la precondizione per un’analisi dettagliata di ciò che deve essere fatto.

Gli operatori qualche idea ce l’hanno e - ad onore del vero - di proposte, negli anni, ne hanno avanzate parecchie. Adesso, però, il momento è ghiotto: i lavori antierosione sono in stand by, devono essere riassegnati. Ecco, quindi, che i balneari si rifanno avanti e, da lupi di mare, osservano e interpretano. Primo punto: i geotubi su cui chiedono - e non è la prima volta - un’attenta riflessione. Non solo, dicono la loro anche su sabbia e ripascimento. Propongono - Stefano Gazzoli (Riviera Apuana) si fa portavoce - di rinunciare «all’apporto di migliaia di tonnellate di nuova sabbia» optando per l’ipotesi B: la movimentazione del materiale già presente, seppur al largo. Tradotto: no ai camion, sì alle idrovore «con notevole riduzione - assicura Gazzoli - anche dei costi».

Ipotesi che dovrà essere avanzata alla (o alle) ditta che si farà carico delle opere. Senza dimenticare che nel complesso mondo dei lavori antierosione rimane da aprire un capitolo importante, quello del secondo lotto, dal Frigido al Lavello. Capitolo adesso affidato a Pier Gino Megale, commissario straordinario al rischio idrogeologico in Toscana. (C.S.)

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