Il Tirreno

Lavori al mare, scogliere e argini nuovi

di Chiara Sillicani
Lavori al mare, scogliere e argini nuovi

E ora scende in campo anche il Comune: a realizzare le opere, finanziate da Firenze, sarà proprio Palazzo civico

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MASSA. Due punti fermi - e non è poca cosa - ci sono. Punto primo: i lavori antierosione sono in stand by e la Provincia deve bandire una nuova gara per riassegnarli. Punto secondo: adesso - con grande gioia dei balneari - gioca un ruolo, da attore e non più da spettatore, anche il Comune. La Provincia, alle prese con commissariamento e tagli del personale, al Comune chiede addirittura una partnership nella direzione dei lavori. Ma Palazzo civico, su quel fronte, risponde picche: alla stesura del progetto antierosione non ha partecipato e la direzione non se la assume. Tradotto: non risponde di ciò che non ha contribuito a definire. Quindi - conseguenza diretta - è disposto a rimboccarsi le maniche, ma soltanto per quel che riguarda le opere complementari, che in quel progetto antierosione non sono previste, ma che potrebbero rivelarsi indispensabili per garantirne l’efficacia. “L’investitura” ufficiale arriva da Firenze: la Regione, regista dell’intera operazione, ha riunito intorno ad un tavolo operatori, enti pubblici, progettisti. E, soprattutto, ha messo mano al portafoglio: un altro milione e 800mila euro per il litorale apuano. Soldi che - stavolta - arriveranno nelle casse di Palazzo civico.
Cosa deve fare il Comune. I tecnici comunali si metteranno al lavoro e definiranno il da farsi. Anche se le linee guida già ci sono: allungamento dell’argine di levante (lato Viareggio) del Magliano e realizzazione del nono pennello, tra il bagno Oliviero e il fiume Versilia. L’argine adesso non c’è, o meglio, è ridotto ad un “moncherino” con il risultato che il fiume, in quel tratto, deposita materiale di ogni tipo. Non soltanto: la realizzazione dell’argine permetterebbe di “addolcire” il passaggio tra le strutture rigide (le scogliere) ad ovest del Magliano e quelle morbide (i geotubi), ad est. C’è un “però”: il Comune darà il via alle opere solo quando saranno conclusi definitivamente i lavori in carico all’amministrazione provinciale.
Ecco le opere ancora da fare. È assodato: Palazzo ducale deve bandire la gara. Ma che dovrà fare la ditta vincitrice? Beh, non poco. Rimangono da concludere - parola di Stefano Gazzoli (presidente di Riviera Apuana) - gli interventi alle celle 3 (Pupa Mocambo-Fortino) e 4 (Fortino-Magliano). Lì il progetto prevede due “vasche” chiuse da scogliere laterali e parallele alla costa. Ma quelle parallele ancora non ci sono. Intervento importante, comunque non al primo posto della lista: «La priorità - sottolinea Gazzoli - è mettere in sicurezza il levante». Tradotto: chiudere la partita dei geotubi. Il progetto ne prevede 8, dallo stabilimento La Vela all’Oliviero. Tre, però, non hanno mai fatto la loro comparsa: mancano completamente il setto 7 (al fosso Poveromo ) e l’ottavo (tra Sport e Natura e Oliviero). Il setto 6, davanti al Merida, ha solo “la radice”. Insomma, anche lì c’è da rimetter mano.

Concluse - contestazioni a parte - le opere ai setti 2 (al bagno Ronchi di Ponente), 3 (al Palmo mare), 4 (al Bemi), 5 di fronte al Club Nautico della Vela. In quei quattro stabilimenti sono state realizzate le “radici” in scogliera: prima sassi - per parlare con semplicità - poi geotubi. Otto setti, quindi, che vanno - per così dire - a degradare: da Carrara a Viareggio sempre più corti e sempre più soffolti (immersi). Ora - la palla è nelle mani del Comune - spunta l’ipotesi di un nono setto, il più piccolo.
I balneari e le nuove ditte. Partita aperta, dunque, su tutti i fronti. Gli operatori, da parte loro, in attesa del bando - o bandi - di gara per riassegnare i lavori, mettono qualche puntino sulle “i”: chiedono di aprire la riflessione sui geotubi e puntano - parola di Gazzoli - ad una ditta che «si assuma la responsabilità». Troppo pensare ad un modello “soddisfatti o rimborsati”, ma in ogni caso «un’impresa che faccia anche da garante e disegni soluzioni definitive».

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