Il Tirreno

Il dizionario del Partigiano “Italiano-Carrarino”

CARRARA. Un dizionario “Italiano-Carrarino” (Il dizionario del “Partigiano”) realizzato da Enzo Marco sarà presto in tutte le edicole e librerie della zona e sarà un vero e proprio vocabolario con...

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un dizionario “Italiano-Carrarino” (Il dizionario del “Partigiano”) realizzato da Enzo Marco sarà presto in tutte le edicole e librerie della zona e sarà un vero e proprio vocabolario con tanto di fonetica, per imparare la pronuncia. Edito dalla casa editrice Crd, non nuova a pubblicazioni legate alla cultura locale, il volume rappresenta uno strumento per chi volesse capire qualcosa in più sul “Carrarino”, adatto sia ai neofiti, che a quelli che il dialetto lo parlano correntemente. «Abbiamo sede a Carrara – ha spiegato Gianluca Gabbriellini, della casa editrice – E siamo molto attenti alle cose di nicchia che riguardano il territorio. Tempo fa abbiamo dato alle stampe anche il dizionario di “Massese” ed è andato bene. Ci auguriamo che anche quello del dialetto di Carrara abbia un buon riscontro». Sì, perché il Carrarino è un dialetto, ma presenta regole e pronunce tipiche di una lingua a sé stante. Termini come “borbat’la” (farfalla), “lèrfi” (labbra), “bagaròn’” (denaro), “loz’” (sudicio) o “sgrénd’n” (trasandato) sono solo alcune delle parole che rappresentano una parte integrante della nostra parlata, unica nel suo genere, come altri dialetti più noti (il Napoletano, il Sardo, ecc.), che possono vantare a loro volta termini ben distinti (e distanti) dall’Italiano. Il Dizionario si differenzia da tutti gli altri perchè parte dalla parola in lingua italiana per venire tradotta in dialetto; è di facile lettura e nelle pagine iniziali vi sono delle spiegazioni su come pronunciare le parole, una specie di vademecum semplice e pratico.

Il libro sarà in vendita da sabato 9 novembre in tutte le edicole e le librerie della zona. Aggiunge Enzo Marco nella prefazione: «Questo lavoro fu iniziato da Armando, un giovane studente partigiano nel lontano 1944 su, nei paesi a monte delle cave di marmo di Carrara. Armando, giovane staffetta partigiana, si accorse subito che i ragazzi istruiti di città, sfollati nei paesi, non comunicavano con i ragazzi del posto, per il loro modo incomprensibile dì esprimersi. I ragazzi del paese parlavano solo il dialetto carrarino, mentre i ragazzi di città, solo in italiano. Armando inventò un gioco dove gli uni dovevano indovinare le parole degli altri. Il gioco ebbe un enorme successo tra i ragazzi e li tenne legati per tutto il periodo della convivenza, tanti di questi ragazzi diventarono amici e molti lo sono ancora. Io, un giorno ho trovato per puro caso nel magazzino dì un rigattiere, alcuni fogli di quel piccolo dizionario che grazie all’aiuto dì alcuni amici, sono riuscito ad ampliare con la speranza dì continuare a tenere vivo l’interesse per la nostra città».(d.d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca