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I 5 Stelle: «No alla Tares, torniamo alla Tarsu»

I 5 Stelle: «No alla Tares, torniamo alla Tarsu»

CARRARA. I 5 Stelle intervengono sulla nuova tassa dei rifiuti, la Tares, «che garantirà alla casse del Comune un extra gettito di circa 2 milioni di euro. La nuova tassa si caratterizza per un...

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CARRARA. I 5 Stelle intervengono sulla nuova tassa dei rifiuti, la Tares, «che garantirà alla casse del Comune un extra gettito di circa 2 milioni di euro. La nuova tassa si caratterizza per un rincaro quasi generalizzato sia per le comuni abitazioni domestiche che per le attività imprenditoriali. Inoltre - scrivono i grillini - le nuove tariffe sono state costruite in modo particolarmente penalizzante per alcune attività, quali pizzerie al taglio, pescherie, negozi di ortofrutta e fiorai che si troveranno a pagare oltre 30 euro a metro quadro. A risparmiare saranno invece le banche e gli istituti di credito che vedranno dimezzate le proprie tariffe». E ancora: «Il Consiglio Comunale si dovrà esprimere venerdì 8 novembre per decidere se approvare le nuove disposizioni. Annunciamo fin da adesso il voto contrario del Movimento 5 Stelle. L’amministrazione ha infatti respinto il nostro emendamento che chiedeva riduzioni per le famiglie meno abbienti, modulate secondo l’indicatore Isee, così come prevedeva la legge. L’amministrazione inoltre, a differenza di quanto sostenuto da alcuni esponenti di maggioranza, avrebbe potuto evitare alla cittadinanza questo nuovo salasso tornando alla Tarsu così come previsto dalla legge n.124/2013, approvata il 28 ottobre. La scelta a questo punto non è affatto obbligata, spetta ora al consiglio comunale decidere. Ed è lì che daremo battaglia. Invitiamo tutti i cittadini a sostenerla. Chiederemo pertanto al consiglio comunale di non approvare le proposte della giunta e di rispedire al mittente l’ennesimo aumento dei carichi per i cittadini, che già lo scorso anno hanno subito una manovra notevole sull’addizionale comunale Irpef che non ha risparmiato i redditi medio-bassi. In caso contrario, si confermerà la tesi per la quale questa amministrazione e i partiti che la sostengono, incapaci di ottenere una gestione proficua del settore lapideo, come dimostrano le ultime sentenze che vedono il Comune sempre sconfitto a vantaggio dell’associazione industriali, decidono di far quadrare il bilancio dell’ente gravando sui cittadini e sulle piccole attività, anziché su chi guadagna milioni sfruttando i beni comuni».

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