Sicurezza
Riabbraccia il figlio dopo trent’anni
Carrara: pizzaiolo carrarese era emigrato in Olanda, ma da qualche tempo dopo il divorzio non era più riuscito a trovarlo
CARRARA. Ha riabbracciato il figlio dopo trent’anni: un incontro commovente, quello fra il nostro concittadino Mario “Marietto” Deste e il figlio Marco De Rooy, oggi 36 anni.
Una storia da romanzo. Mario, classe 48, originario della Raglia (nei pressi dello stadio) alla fine degli Anni 60 parte da Carrara per la Germania: è cuoco e pizzaiolo, finito il militare era in parola con una pizzeria carrarese (di cui non fa il nome), poi quando si presenta scopre che il posto per lui non c’è più. Attraverso un amico, va ad Hannover, dove resta qualche anno, ma un altro amico gli spiega che in Olanda ci sono opportunità anche migliori. Ed eccolo ad Amsterdam nel ’72. Lavorando in pizzeria, conosce una giovane olandese che diventa sua moglie, nasce il figlio a coronare l’amore, nel ’77. Il matrimonio però non funziona. All’incirca dal 1984 non riusciva a rivedere il figlio, che intanto cresce. «Scrivevo, nessuno mi rispondeva; telefonavo, idem». Solo di recente ha scoperto che il figlio aveva cambiato cognome.
Da 17 anni Mario, due baffoni che ispirano simpatia è il pizzaiolo della Pizzeria Il Delfino a Tellaro. La titolare Francesca Cortiesi (anch’essa carrarese di Miseglia) racconta: «Mario aveva provato a rintracciarlo, ma senza riuscirci. Parlava spesso di quel suo figlio, così mi ci sono messa io». E attraverso internet, nel giro di qualche mese, è riuscita nell’impresa. E gli ha preparato una “carrambata”, all’aeroporto. Il giorno dell’arrivo (alcuni giorni fa) c’è stato un abbraccio lungo, emozionante, da brividi. Padre e figlio (Mario ha anche scoperto di essere nonno, il figlio, saldatore, è a sua volta papà) hanno parlato molto e si sono ridati appuntamento a marzo. Ma il giorno dell’incontro a Tellaro c’erano anche tutti i parenti carraresi di Mario, il fratello Paolo, e le tre sorelle Lucia, Rosanna e Rita, con tutti i nipoti. Una grande festa. «Mio figlio è nato l’8 ottobre del 77, fino all’81 il matrimonio ha funzionato. Poi, anche per dimenticare il divorzio, ho cambiato città, sono stato in Belgio e di nuovo Olanda, Anversa e Rotterdam, prima di tornare a Carrara a metà Anni 80, anche per stare vicino a mia madre. L’ultima volta avevo visto nel 1984, aveva sei anni, poi non mi era più riuscito rintracciarlo. Mi ha raccontato che chiedeva di me, quand’era piccolo, ma io proprio non riuscivo a trovarlo. Ringrazio Francesca, la mia “Raffaella Carrà”: brava, con una bellissima sorpresa mi ha fatto rincontrare mio figlio».
Francesca anche su Facebook ha voluto raccontare la singolare vicenda del suo pizzaiolo: «Ci sono delle magie - scrive - che uno non può raccontare perché le emozioni non si possono raccontare, l'incontro tra un padre e un figlio dopo trent'anni che non si vedono è tra le cose più belle che mi sono capitate in tutta la mia vita, l'emozione di vedere Mario con suo figlio Marco de Rooy è stata talmente grande che è indescrivibile, il loro abbraccio è stato commovente. Insomma che dire la carrambata è funzionata, sono senza parole il bene che voglio a Marietto è stato ripagato».
Potenza di internet: «Ci ho messo diversi mesi a trovare il Marco De Rooy giusto, perché fino a poco tempo fa non era su Facebook - ribadisce Francesca, trapiantata da Carrara a Tellaro da molti anni- ma alla fine ce l’abbiamo fatta». (m.b.)
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