Sicurezza
La Crc: «Aumentano i risparmi delle famiglie»
Il direttore generale Battistini: «Abbiamo soldi e voglia di aiutare le aziende» In leggera ripresa anche la richiesta di mutui per comprare la casa
MASSA CARRARA. I soldi ci sono ma nessuno li chiede in prestito: fatta eccezione per qualche avventuriero, che per una banca è la categoria peggiore tra quella dei clienti-investitori.
«La liquidità non ci manca – assicura Roberto Battistini, direttore generale della Cassa di Risparmio di Carrara – e abbiamo una gran voglia di investire». Il problema è che «nessuno si fa avanti, o se qualcuno negli ultimi tempi l’ha fatto, era .. “grammo”», che tradotto dal genovese significa “cattivo”, in questo caso, tutt’altro che meritevole (di credito).
Se per ricchezza di un territorio s’intende la propensione all’investimento delle imprese e la capacità di risparmio delle famiglie, nessuno più di un direttore di banca è in grado di misurarla: ecco perché abbiamo tastato il polso a chi è alla guida della banca per eccellenza del territorio, la Crc del Gruppo Carige, 1 miliardo e 100mila euro di impieghi alla chiusura dell’ultimo bilancio disponibile (quello 2012). Con sorpresa scopriamo anche un altro dato: i padri di famiglia onorano i debiti con la banca molto più di quanto facciano gli imprenditori locali.
I debiti. Quando la banca ci presta soldi e noi non facciamo fronte ai nostri impegni, per l’istituto di credito si parla di “sofferenze”. «Il rapporto sofferenze/impieghi lordi per le piccole imprese con sbocco interno o locale – dice Battistini – sfiorava il 13% a fine giugno, mentre l’anomalia era decisamente più contenuta, del 3% circa, per le famiglie»; significa che: prestati 100 euro, la banca fa fatica a rientrarne di 13 quando li ha concessi a un imprenditore o a un commerciante, e di soli 3 euro se la stessa cifra l’ha prestata a una famiglia. Ci sono «numerose piccole realtà produttive e commerciali – spiega il direttore generale della Crc – per le quali la limitata diversificazione della clientela, il calo della domanda o l’esigua patrimonializzazione si sono rivelate causa di dissesto finanziario; il fatto invece che per le famiglie il fenomeno sofferenze sia rimasto (numericamente) più limitato si giustifica con l’impiego del risparmio accumulato, che ha compensato in molti casi la riduzione delle entrate da lavoro». In caso di difficoltà finanziarie la famiglia funziona da società di mutuo soccorso, come conferma un’altra tendenza registrata: «Negli ultimi mesi – continua Battistini – avevamo notato molti piccoli disinvestimenti: obbligazioni, titoli di stato, ma anche liquidità sul conto corrente. Abbiamo cercato di capire se i clienti disinvestivano perché non erano contenti dei nostri servizi», del resto è normale che una banca voglia sapere se un cliente ritira somme per portarle in un altro istituto; «Mi sono sentito rispondente “direttore, devo pagare il dentista” – spiega Battistini – oppure “devo darli a mio figlio che ha perso il lavoro”». I venti di crisi continuano a soffiare e le famiglie apuane smobilitano titoli e somme perché solo la liquidità a portata di mano fa posare la testa serenamente sul cuscino.
Il risparmio. Che l’incertezza delle famiglie perduri è confermato anche dai comportamenti di chi, piccolo risparmiatore, ha qualche soldo da vincolare. Nei primi sette mesi 2013 la Cassa di Risparmio di Carrara registra un incremento della raccolta diretta, di oltre il 5% rispetto al luglio 2012, e del 3,5% rispetto all’inizio dell’anno; la raccolta diretta, oltre che dalle obbligazioni emesse dalla banca, è composta dai depositi, cioè conti correnti, assegni circolari, depositi a risparmio, certificati di deposito …
L’incremento dimostra due cose: «Il gradimento della clientela per i prodotti della Banca – motiva Battistini – che vengono preferiti all’investimento in titoli di Stato o all’acquisto di azioni e obbligazioni societarie; e la preferenza più spiccata per gli strumenti facilmente liquidabili, sulla quale influisce in misura determinante il clima di perdurante incertezza». Il piccolo risparmiatore medio si getta dunque sugli strumenti di investimento liquidi o smobilizzabili in breve tempo, secondo la logica “se ne ho bisogno, li prendo”. In questo quadro di incertezza, c’è qualche ottimista: «Quest’anno abbiamo riscontrato – aggiunge il direttore di Crc – un riavvicinamento ai fondi comuni di investimento, ma per il momento si tratta di un segnale più che di una vera e propria ripresa».
Mutui. Non bastano i tassi da sogno (3-3,5%), mai visti negli anni precedenti, per rispingere gli apuani a comprare casa: l’esborso continua a essere insostenibile, soprattutto per le famiglie monoreddito, anche se dopo giugno «le richieste di mutuo per abitazione – osserva Battistini – hanno iniziato a manifestarsi con maggior convinzione, superando la fase della semplice richiesta di preventivi di spesa».
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