Il Tirreno

Troppe case (e tombature) abusive

Troppe case (e tombature) abusive

Sul piano per la sicurezza idrogeologica di Mirteto e Romagnano pesano gli errori del passato

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MASSA. Un piano strategico per la messa in sicurezza delle aree di Mirteto e di Romagnano, ma anche nuovi parcheggi e spazi di verde per una sostanziale riqualificazione dei quartieri cittadini. Queste le tematiche affrontate giovedì pomeriggio all'interno del terzo incontro pubblico sul regolamento urbanistico. L'area d'intervento trattata (l'UTOE n.3) comprende un'unità territoriale delimitata dalla fascia collinare del Candia, dalla statale Aurelia e dal fiume Frigido fino al limite con Carrara.

Una porzione di città che si caratterizza sia per l'alta concentrazione abitativa - circa 13.000 abitanti – che per la posizione - compresa tra la zona industriale e le colline del Candia - una dimensione complessiva d'intervento di 37.000 metri quadrati da realizzarsi nei prossimi 5 anni. Il procedimento di partecipazione tra città e amministrazione invece andrà avanti fino alle feste natalizie, per poi concludersi ed avviare quindi la fase operativa rivolta all'adozione del regolamento, prevista nei mesi di febbraio e marzo 2014. Gli interventi - per ora solo discussi - saranno finalizzati al contenimento del rischio idrogeologico, in particolare, saranno oggetto di intervento la zona dei canali (canale della Foce, Cocombola e della Pernice) e tutta la fascia collinare del Candia interessata dai fenomeni franosi.

Anche il verde pubblico avrà la sua parte: è prevista infatti la realizzazione di parchi fluviali nelle aree attraversate da canali. L'idea è quella di rimediare alle ''carenze di verde'' nella zona di Romagnano (ad alta densità abitativa) dove sarà creato il parco fluviale del Cocombola e sul Frigido, dove accanto alla creazione del parco seguirà la costruzione di un ampio parcheggio e la cessazione delle attività industriali ''non congrue con l'area''.

Come? «Il fatto che ci siano delle attività industriali incongrue con la realizzazione del parco fluviale – spiega l'architetto Andrea Giacomo Tazzini – ci induce ad intervenire in modo puntuale. Sulla modalità, si potrà fare attuando delle aree di trasformazione come cessioni di aree in cambio di un diverso utilizzo».

Prevista poi una ''razionalizzazione'' dei quartieri di Romagnano, Mirteto e di tutte quelle zone - compresi i centri storici - che presentano particolari problematiche infrastrutturali e di parcheggio. Anche l'area cimiteriale di Mirteto sarà interessata da nuovi parcheggi e da aree di verde pubblico, mentre «è impensabile – afferma l'architetto Massimiliano Nocchi - una nuova edificazione, anche perchè la zona è normata a livello nazionale. Ciò che verrà realizzato sarà invece un intervento di riqualificazione complessiva dell'area.»

Dubbi sulle aree più ''delicate'' del Candia, interessate da una sovrapposizione tra la perimetrazione delle aree collinari - soggette a determinati vincoli – e le unità previste dal regolamento urbanistico. «L'unico elemento che condizionerà la sovrapposizione tra area del Candia e UTOE – spiega l'architetto Tazzini - sarà l'intervento prioritario della messa in sicurezza dell'intera area collinare, tutti gli interventi sui tessuti infatti passeranno in secondo piano rispetto a questa condizione.» Ma c'è ancora una domanda che risuona ad ogni incontro. Un dubbio martellante che induce stupore e rabbia determinato da quei casi ''ormai passati'' di irregolarità e di abusivismo - poi condonato - e che oggi si dimostrano tra le cause dei disastri quotidiani e delle emergenze abitative.

«Buona parte delle costruzioni all'interno del territorio di cui parliamo sono abusive - afferma dal pubblico l'architetto Alessandro Giorgi – ci sono strade nate spontaneamente, mentre tutta la parte ai piedi delle colline soffre della mancanza di una canalizzazione delle acque. C'è poi il problema dei fossi completamente tombati sia nella parte alta che in pianura, come nella zona della Pernice e di Codupino, dove ci sono case, case agricole abusive al di sopra dei fossi chiusi. Ho anche avuto modo di fare denuncia alla magistratura di queste situazioni».

Alessio Profetti

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