Trasporti
«Non rinnego nulla e non sono sessista»
Luca Ragoni rivendica il post sulla scortesia dei negozianti: «Per rilanciare il settore puntiamo sui nostri “magneti”»
CARRARA. Le sue parole, sul social network, in cui accusava di scortesia i commercianti di Carrara, giusto una settimana fa, hanno scatenato le polemiche. E il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni è finito al centro di un dibattito, più ampio, sul settore.
Adesso, a distanza di qualche giorno Ragoni cerca di chiudere il cerchio. E le polemiche.
«Non rinnego nulla e probabilmente quel post su Facebook lo pubblicherei di nuovo. Certo non per i commercianti che lavorano con sudore ogni giorno e che si sono sentiti offesi, ma per puntare i riflettori sui problemi di un settore che ha scatenato un vero e proprio dibattito. Alla fine, sia chiaro, ho rischiato in prima persona, ci ho messo la faccia senza timore di rovinare la mia immagine e risultare impopolare».
Parla il presidente del consiglio comunale dopo le esternazioni sul web sulla scortesia dei commercianti che hanno acceso gli animi dividendo in due la città: da una parte chi gli ha dato ragione, dall’altra i negozianti che pretendono le sue scuse.
E Ragoni comincia col chiarire una cosa: «Con il sindaco, dopo che ha dichiarato di essersi sentito in imbarazzo per le mie dichiarazioni su Facebook, ci siamo parlati e non c’è alcun problema. Capisco che, per il suo ruolo deve tenere la barca pari. Anche con l’assessore al Commercio Fabio Traversi non si è creato alcun attrito: mi sembra che anche lui, dopo il mio intervento, abbia invitato i negozianti del centro a tenere le serrande aperte durante le manifestazione che si svolgono in città».
Il presidente del consiglio comunale rimanda quindi al mittente le accuse di sessismo mosse nei suoi confronti dalla consigliera Claudia Bienaimè. «Credo che la Bienaimè sia una professionista della polemica fine a se stessa. Credo che con la mia esperienza e la mia vita possa rispondere, più che con le parole, alle sue accuse. Tutti conoscono il mio rispetto per le donne e il mio senso dell’ironia. Comunque, giusto per fare chiarezza e non tornarci più io nel negozio al centro del mio post ho detto rivolto alle commesse: voi siete bellissime ma anche all’Esselunga le commesse sono carine. E non è vero che ho messo la croce su quel negozio, sono uno che dà sempre la seconda possibilità».
Dopo aver sgombrato il campo dalle polemiche Ragoni fa un’analisi del commercio carrarese, partendo dalla fine. Ossia dalla soluzione: «Al di là della crisi per rilanciare il circuito degli acquisti in città bisogna come prima cosa riportare gente in una città in cui ad oggi risiedono 10mila persone su 66mila dell’intero comune e dove, insieme ai paesi a monte, c’è l’età media più alta e il reddito pro capite più basso del territorio. Per questo dobbiamo puntare sui nostri magneti che sono la cultura e la tipicità attraverso un percorso museale aperto 365 giorni l’anno e, ad esempio una tre giorni dedicata al lardo, con chef stellati, da fare svolgere in città, in contemporanea con manifestazioni come Convivere e Marble weeks».
Per Ragoni Carrara può ripartire, non solo il settore del commercio, ma serve l’impegno di tutti: dell’amministrazione, degli operatori commerciali e dei cittadini.
«Credo che sarà molto importante il ritorno, la prossima primavera dei consigli di quartiere, luogo dove potrà esprimersi la cittadinanza attiva - sottolinea - Intanto però non bisogna dimenticare quello che l’amministrazione ha fatto già per Carrara: dalla strada dei marmi, che ha liberato il territorio dal traffico, agli interventi massicci realizzati grazie a Urban: il Baluardo, il Cafaggio, Monterosso, piazza Battisti, piazza D’Armi, il Mulino Forti e l’ex Convento di San Francesco. Abbiamo riqualificato l’arredo urbano riconsegnando alla città un centro chiuso al traffico. Insomma di cose se ne sono fatte ma quello che ancora manca è una maggiore collaborazione fra il Comune, i carraresi e i commercianti: è da qui che bisogna ripartire per dare nuovo valore a quel patrimonio artistico che costituisce la nostra identità ma anche la nostra prospettiva futura».
E aggiunge: «Uno strumento importante per riportare gente a Carrara credo sia, come ha messo in evidenza lo stilyst Riccardo Coppola negli interventi sul web che hanno fatto seguito al mio post, è l’Accademia di Belle Arti. Questo istituto deve diventare la nostra Harvard, attirare i giovani e farli rimanere anche alla fine degli studi».
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