Il dolore
«Commercianti divisi, una iattura»
Stefano Agnesini, Confcommercio: «A Marina manca l’unità, così come esiste invece un grande vuoto politico»
MARINA DI MASSA. Sembra proprio che a Marina di Massa il turismo stia vivendo uno dei suoi periodi più bui. A conferma delle difficoltà sono arrivati i primi dati – non positivi - sulle affluenze turistiche di quest'anno forniti dalla provincia, ma basterebbe una semplice passeggiata in centro nel fine settimana e un pò di buon senso per capire e convalidare che i problemi esistono.
Esistono e nascono da molto lontano. Quindi - statistiche a parte – il calo dei flussi è ormai strutturale e accanto ad un territorio sempre più appesantito dalla crisi, l'incapacità di ''fare unione'' rappresenta l'ennesima bastonata su un settore già di per sè abbastanza ammaccato.
«In un momento di crisi così forte - spiega Stefano Agnesini, presidente provinciale giovani imprenditori Confcommercio - se non si fa unione è la fine. È necessario che i commercianti avviino un percorso di confronto e di coesione che possa portarli ad una promozione delle attività.»
Una tappa necessaria che lo stesso Agnesini ha cercato di realizzare: prima partecipando alla creazione del Ccn a Marina di Massa, poi, dopo qualche anno in cui il progetto ha galleggiato tra alti e bassi, nel dicembre 2012 assumendo la presidenza del Ccn, carica subito abbandonata per non creare difficili equilibri o favoritismi tra Confcommercio e la neo nata associazione. E ora? Qual è la situazione?
«Su sollecitazione di parecchi commercianti nel dicembre scorso ho cercato di arrivare ad una soluzione, anche perchè erano nate due nuove associazioni e la mia idea era di unificare tutto con una terza Ccn. Da lì in poi più nulla. Sta di fatto che ora abbiamo 3 associazioni che non stanno facendo niente per il nostro territorio nonostante i dati allucinanti sulla chiusura delle attività».
E se Marina rappresenta una piccola realtà con problemi tutto sommato relativi, si può cercare di allargare gli orizzonti e scoprire che purtroppo dalla costa i problemi dilagano su tutta la provincia. «Quando rappresento Massa Carrara in regione o a Roma – spiega Agnesini che siede anche nel consiglio nazionale dei giovani imprenditori - io parlo sempre di una Cenerentola, in Toscana la nostra è la provincia povera, mentre a livello romano scontiamo una forte carenza politica, non siamo considerati in nessuna stanza. Purtroppo non è facile affrontate tutte le difficoltà, anche perchè rappresentiamo una realtà piena di problemi, carica di emergenze».
Ma torniamo alla costa e ai suoi problemi.
«Il grosso problema di Marina è che viene da un vuoto politico totale, la mia è un analisi commerciale e quindi tecnica, ma posso dire che non facciamo una promozione territoriale da oltre 20 anni. Faccio un esempio: la riviera romagnola inizia a fare promozione turistica già prima di Natale in tutti i grandi centri commerciali d'Italia, io penso che noi non partecipiamo neanche alle fiere del settore».
Per Agnesini c’è poi il caso particolare della Partaccia, “terra di nessuno”.
«Penso che dovrebbe essere maggiormente sfruttata, potrebbe rappresentare un'attrattiva forte visto che come turismo di campeggio è una delle realtà più importanti a livello europeo, però non viene considerata. Anche sul mercatino ho provato più volte a metterci mano ma non si riesce a fare sinergia. Per potere di pochi non si fa niente».
Insomma, tra la stretta della crisi economia e la soffocante pressione fiscale, il gioco - sempre più competitivo - del libero mercato risulta schiacciato; ed è davvero difficile sostenere l'imprenditoria e le iniziative locali. Che fare? Il ricorso alla politica esercita sempre una forte seduzione.
«Scendere in politica? Non nascondo certi corteggiamenti politici – conclude Agnesini - e sono disponibile a dare il mio apporto ovviamente nel mio campo tecnico, ma rimango comunque un imprenditore prestato alla politica. Io avevo un progetto: una scuola d'impresa dove andare a formare una classe imprenditoriale, purtroppo come associazione di categoria non riusciamo ad avere un buon colloquio con la politica. È mia intenzione partecipare all'interno della commissione sul commercio del PD per riuscire a creare un piano del commercio, totalmente assente in città. C'è troppo da fare e questo immobilismo fa paura».
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