Il Tirreno

Caso Bontempi, il Pd a Massa Lab «Inaccettabili ingerenze»

Caso Bontempi, il Pd a Massa Lab «Inaccettabili ingerenze»

Il neosegretario Adriano Tongiani: «Un maldestro tentativo di oscurare la straordinaria partecipazione al congresso del partito democratico; un quarto d’ora di notorietà per alcuni»

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MASSA. Massa Lab si scandalizzi pure ma le regole vanno rispettate e la loro applicazione non deve destare meraviglia: quelle del Pd non sono invenzioni o forzature delle direzioni locali ma derivano dallo statuto e dai regolamenti nazionali. Strano piuttosto che una forza politica voglia dettare le regole in casa di altri.

La revoca della tessera del Pd a Gabriele Bontempi, 22 anni, reo di essersi messo in lista alla ultime lezioni nelle liste a sostegno di Volpi sindaco, tiene banco nelle discussioni politiche. E Adriano Tongiani, neo segretario comunale del Pd, non si sottrae al confronto lanciato in una lettera aperta da Ruggero Porta e Alessandro Balloni, esponenti di spicco dei volpiani di Massa Lab.

«Non intendo sottolineare, perché di tutta evidenza ,che tale polemica nell'intendimento di qualcuno è solo un maldestro tentativo di oscurare la straordinaria partecipazione che è avvenuta al congresso cittadina del PD; nè , ovviamente, intendo neppure per un attimo soffermarmi sulle strumentalizzazioni che altri ,alla ricerca ,per dirla con Warhol, del loro quarto d'ora di notorietà hanno tentato sulla vicenda da cui prende le mosse la nota di MassaLab - dice Tongiani - Il fatto del giovane Bontempi. la cui tessera al PD non è stata convalidata dalla commissione dei garanti del PD, per una palese violazione statutaria, può certamente essere letta come fa l'amico Porta nelle sue dichiarazioni : ovvero come un atto limitante la partecipazione al partito ,lo si può fare a patto però che si accetti come legittimo e lo si rispetti, anche l'autonomo punto di vista del partito stesso, per le regole che questi liberamente si è dato»

E Tongiani entra nel merito. «In primo luogo e a ben vedere infatti ciò che sostanzialmente si contesta nelle dichiarazioni di Porta è il principio di legalità su cui si basa la vita interna del partito, costituito da regole condivise ed accettate, per cui l'appartenenza volontaria ad una comunità politica comporta un'assunzione di responsabilità ed un autolimitazione, nel nome dell'interesse generale e del progetto politico a cui si aderisce. Colti professori potrebbero spiegare ad entrambi che su tali principi di libertà positiva (liberta di fare) e libertà negativa (delega di rappresentanza) si fonda la democrazia e la nostra stessa costituzione a cui lo statuto del Pd s'ispira ed s'uniforma. Infatti chi ha agito in difformità dallo statuto è stato libero di fare :votare ai congressi locali, rappresentare una lista congressuale con un ruolo di censore rispetto a procedure elettorali ,iscriversi ,approfittando di una norma statutaria ad altro circolo rispetto a quello di appartenenza ,senza però accettare i doveri che la partecipazione al partito comporta,fatto su cui è stato censurato e ciononostante, comunque ,come elettore potrà votare anche alle primarie future . Questa, per come io la conosco la questione».

Ed infine: «S'invoca apertura e confronto? Porte spalancate !Avviamo da subito e pubblicamente il dibattito, ma non per riflettere sul nostro ombelico, ma sulle questioni che premono alla nostra comunità, per dare un cambiamento vero alla nostra città, che poi è la ragione sociale dell'amministrazione che noi tutti convintamente non solo sosteniamo ma di cui ci sentiamo, insieme, pienamente protagonisti».

La lettera aperta di Massa Lab chiama di fatto in causa anche Cesare Ugolotti che al tempo delle elezioni era segretario del Pd.

«Credo che sia un' inaccettabile ingerenza all'interno delle dinamiche di un partito che ha regole e statuti che vanno comunque rispettati sopratutto da chi non è iscritto. Credo che sia non solo inopportuno ma anche scortese e scorretto che dirigenti di una associazione e di un gruppo consiliare entrino a "piedi pari" su vicende interne ad altro partito. Al di la di queste mie considerazioni mi preme invece precisare che il sottoscritto quale segretario comunale al momento della presentazione delle liste non ha dato, ed a termini statutari non avrebbe potuto dare, nessun avallo a candidature di iscritti del PD in altre liste seppur della stessa coalizione.Tale affermazione quindi è priva di ogni fondamento tant'è vero che in data 25/05/2013 è stata inoltrata comunicazione alla commissione dei garanti ove si evidenziavano i candidati in liste diverse dal PD di coloro che risultavano essere tesserati PD».

A questo intervento, inviato anche su Facebook ha prontamente replicato Ruggero Porta: «Nel documento c'è scritto che la segreteria "nulla ebbe da eccepire". Che il caso venga fuori oggi, a distanza di sei mesi dalle elezioni, lascia un po' interdetti... Penso inoltre che abbiamo tutto il dovere di difendere i candidati delle liste Volpi, anche quelli allora iscritti al PD. Non c'è alcuna volontà di ingerenza nelle dinamiche di un partito, e se questo ha suscitato in te irritazione siamo dispiaciuti e ce ne scusiamo, anche con tutti gli iscritti, ma il problema politico rimane irrisolto».

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