Sicurezza
Manda moglie all’ospedale Arrestato marito geloso
L’uomo ha cercato di scardinare la porta di casa con un piede di porco Poi ha chiuso il braccio di lei in mezzo a una porta. E ha pestato i carabinieri
MONTIGNOSO. Brandiva il piede di porco quasi fosse una clava e urlava. Voleva scardinare la porta perché voleva picchiare quella moglie che secondo lui, devastato dalla gelosia, lo tradiva. Lei chiusa in casa a doppia mandata ha preso il telefono e ha chiamato i carabinieri. La pattuglia del radiomobile ha chiesto l’intervento sia del 118, perché supponeva di trovarsi davanti a un possibile trattamento sanitario obbligatorio, sia dei vigili urbani. Invece i militari quando sono arrivati a Montignoso hanno trovato un pandemonio. L’uomo, disoccupato di 56 anni, aveva intrappolato la moglie. La donna. 49 anni, aveva il braccio tra il muro e la porta e lui faceva forza per stringerlo, addirittura per spezzarglielo.
Quelli del radiomobile hanno provato a mettersi in mezzo per liberare la vittima di quel pestaggio da una morsa che le stava sbriciolando le ossa, ma a loro volta si sono trovati di fronte a un energumeno che gli scagliava il piede di porco contro e poi li prendeva a calci, sberle e pugni. C’è voluto anche il supporto degli agenti municipali per avere la meglio sull’aggressore. Sono scattate le manette. Intanto la donna è uscita dalla stanza dove aveva trovato rifugio, piangeva ed era sotto choc. Non riusciva a muovere il braccio. I carabinieri l’hanno accompagnata all’ospedale, anche perché loro stessi avevano bisogno di farsi vedere da un medico. La donna per fortuna non aveva niente di rotto, i militari neppure. Ma complessivamente al pronto soccorso gli hanno dato un mese di prognosi per quello che avevano subito: quindici giorni a lei, una settimana ciascuno i tutori dell’ordine.
Il marito invece è stato portato nella camera di sicurezza della caserma La Plava. Ha detto di essere pentito e vuole parlare con la moglie, forse per convincerla che aveva perso la testa ma l’amava come prima. Un po’ come aveva fatto un anno fa (vedi box) quando l’aveva convinta a ritirare una denuncia che poteva anche aprirgli le porte del carcere.
In cella rischia di andarci adesso, però. Dato che questa mattina in tribunale ci sarà la direttissima. E il giudice non potrà dargli i domiciliari, altrimenti metterebbe ancora a rischio l’incolumità della vittima. La moglie del resto non può più aiutarlo perché dopo l’inasprimento della legge sugli stalker non può più ritirare la denuncia e quindi stavolta l’indagine, condotta dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, arriverà fino in fondo. Scoperchiando una storia iniziata con l’amore e terminata con la violenza.
E pensare che i protagonisti di questa triste vicenda erano felici fino a pochi anni fa: genitori di una ragazza che adesso ha già 26 anni. Poi, complice anche la crisi economica che ha lasciato l’uomo senza un lavoro, ecco che cominciano i primi dissapori. La donna lavora in una cooperativa che si occupa della pulizia di uffici e negozi e per questo sta fuori casa per diverse ore. E nel cinquantaseienne si è insinuato il tarlo della gelosia. Un tarlo che piano piano ha incrinato i rapporti tra i due e ai baci e alle carezze si sono sostituite le botte e le ingiurie.
Dopo quello che è capitato la storia è decisamente arrivata al capolinea, con un sospiro di sollievo soprattutto della moglie. Lei non ne poteva davvero più e non trovava il coraggio per denunciare il bruto che viveva sotto il suo stesso tetto.
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