Sicurezza
Italia Nostra contro la strage degli alberi
«Abbattimenti insensati: molte piante potrebbero essere salvate. Occorrono maggiori controlli»
MONTIGNOSO. Troppi alberi di alto fusto vengono tagliati nella zona del litorale tra Montignoso e Massa, senza che nessuno valutati attentamente la possibilità di salvarli o, quantomeno, di rimpiazzarli con altre giovani piante. È questa l'ennesima denuncia ambientale che Italia Nostra presenta ai sindaci di Massa e Montignoso, chiedendo alle istituzioni più attenzione per un fenomeno, quello del taglio selvaggio, che rischia di mettere in serio pericolo l'ecosistema.
«Spesso si assiste a casi di abbattimento di alberi ritenuti pericolanti – spiega Bruno Giampaoli, presidente della sezione Massa Montignoso di Italia Nostra –; alberi che, con un'adeguata potatura, invece, potrebbero essere salvati, ma che non vengono nemmeno sostituiti con giovani piante. L'abbattimento insensato degli alberi sta comportando un rilevante depauperamento del verde del nostro bel territorio costiero. Nella stragrande maggioranza dei casi – continua – le motivazioni dell'abbattimento degli alberi in questione sono il pericolo per l'incolumità delle persone, la distanza non legale dai confini di proprietà e il notevole costo che comporterebbe il loro recupero, mediante potatura, che a volte supera le possibilità economiche dei proprietari interessati. Ma, dato che gli alberi costituiscono un patrimonio di inestimabile valore del nostro territorio, per le numerose e insostituibili funzioni utili che svolgono, come la bonifica dell'aria, la protezione del suolo e la regimazione delle acque, l'abbellimento del paesaggio e la fotosintesi clorofilliana, avrebbero bisogno di una maggiore e più qualificata attenzione nella gestione del verde, sia pubblico che privato».
Secondo Italia Nostra, inoltre, esisterebbero anche dei vincoli di protezione, ai quali fino a prova contraria risulta essere sottoposta gran parte della zona che va dal Cinquale alla Partaccia: vincolo idrogeologico, vincolo delle bellezze naturali, vincoli urbanistici, che però secondo l'associazione i comuni non rispettano. «Bisognerebbe- sostiene Italia Nostra- che i comuni interessati rilasciassero l'autorizzazione al taglio degli alberi, previo sopralluogo di un tecnico qualificato e che, solamente nei casi in cui gli alberi costituissero effettivo notevole pericolo per l'incolumità delle persone e non fosse in alcun modo possibile salvarli, intervenissero con potature o altri mezzi che ne aumentassero la stabilità. In caso di autorizzazione al taglio, bisognerebbe prescrivere la sostituzione degli alberi abbattuti con giovani piante di specie autoctone nonché un deposito cauzionale a garanzia della sostituzione. L'abbattimento di alberi radicati a distanza non legale dai confini di proprietà dovrebbe essere autorizzato solo a seguito di sentenza del giudice e osservando le leggi di protezione aa cui le piante sono sottoposte e, infine, poiché gli interventi di riduzione del pericolo sono spesso più costosi del taglio, per i casi di interventi di recupero e mantenimento molto onerosi bisognerebbe trovare incentivi che incoraggino i cittadini proprietari a mantenere le piante».( mda)
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