Sicurezza
«Fazzi, ricostruzione distorta dei fatti»
Duro affondo di Assindustria contro l’ex sindaca: «Ci risparmi lezioni di morale, chi semina vento raccoglie tempeste»
CARRARA. «Per favore, professoressa, ci risparmi lezioni di morale! Toni sprezzanti come quelli usati nelle recenti dichiarazioni da Emilia Fazzi Contigli sul mondo delle cave non si addicono ad una signora che invece tutti vorremmo ricordare come un primo cittadino sobrio ed equilibrato»: così l’Associazione industriali replica all’ex sindaco (dal 1994 al 1998) che ebbe il merito, fra l’altro, di approvare un regolamento degli agri marmiferi con concessioni ventennali e canoni commisurati a valori di mercato.
Scrive Assindustria: «La comunità alla quale l’ex sindaco oggi, con buona dose di ingratitudine, rimprovera “indifferenza” e “scarso senso civico” è la stessa che non molto tempo fa le ha affidato le chiavi della città per cinque anni (in realtà sono stati quattro, ndr). Se scendesse per un attimo dalla sua torre fantastica di pochi eroi e tanti malvagi, si accorgerebbe che di marmo si parla costantemente nei lavori del Consiglio Comunale, nelle cronache nei giornali, nelle battaglie sindacali e negli eventi culturali; che la comunità di Carrara è viva, non fa finta di non sapere e non si è affatto tappata le orecchie. Da una professoressa che per anni e anni ha educato generazioni di giovani è difficile accettare l’uso disinvolto delle invettive, la ricostruzione distorta dei fatti, le accuse generiche, lo spirito manicheo e l’eccessiva auto indulgenza: «Io ho fatto, la mia amministrazione ha costruito, ma poi sono arrivati i cattivi». No, cara professoressa, non è da educatore gettare fango indistintamente sulle cave, additare genericamente “poche famiglie”, criticare quelli che prima e dopo di lei hanno amministrato la città. A plasmare i valori che albergano nelle comunità (oltre agli educatori) sono, in primo luogo, proprio gli amministratori pubblici con il loro esempio e le loro condotte, e chi semina vento, dalle cattedre scolastiche come dalle dichiarazioni sulle cronache, non educa ma alimenta tempeste».
Aggiunge la nota di Assindustria: «La signora Fazzi Contigli ha certamente scritto un capitolo importante del complesso sforzo di dare un assetto normativo al settore marmo; è stata in questo interprete dello spirito del tempo; nel suo regolamento, come in tutti gli atti amministrativi, ci sono elementi positivi ed elementi negativi. Se vuole davvero contribuire a riscrivere le regole metta da parte la sua vecchia matita rossa e blu!», conclude Assindustria.
Fra l’altro, l’ex sindaca Emilia Fazzi Contigli, di recente aveva affermato: «Continuo ancora a stupirmi, anche dopo 10 anni. Il furto alle cave va avanti, e non succede nulla. Anzi. Il non regolamento al monte ha fatto credere a poche famiglie di essere proprietarie delle cave. Quando nel 1994 è stato confermato, con il superamento delle leggi estensi, che la città è proprietaria delle sue montagne sarebbe stata una cosa da mettere le bandiere alle finestre. E invece nulla, solo tanta indifferenza. Peggio ancora nel 2002: il regolamento degli agri marmiferi è stato cambiato, non applicato: e la città continua ancora oggi a fare finta di non sapere».
Frasi - probabilmente insieme ad altre, visto che in queste settimane da quando è partita l’inchiesta - che hanno suscitato adesso la reazione di ssindustria.
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