Attenzione
«Dottor Giubilaro, da lei toni eccessivi»
CARRARA. «Il dottor Giubilaro, dopo il suo ultimo comunicato stampa, ritiene chiusa la diatriba con Legambiente. Francamente, anch’io ho poco tempo da perdere; tuttavia mi corre l’obbligo, a tutela...
CARRARA. «Il dottor Giubilaro, dopo il suo ultimo comunicato stampa, ritiene chiusa la diatriba con Legambiente. Francamente, anch’io ho poco tempo da perdere; tuttavia mi corre l’obbligo, a tutela dell’onorabilità dell’associazione di cui sono presidente - scrive Mariapaola Antonioli - di precisare: nel rispondere alle domande del giornalista del Tirreno che dall’incontro col dottor Giubilaro avevamo “ricavato l’impressione” che la Procura stesse indagando a 360 gradi sulle cave, compreso il nostro esposto, pensavamo di aver espresso apprezzamenti per il lavoro della Procura. Non pensavamo certo di suscitare un pandemonio e di essere addirittura accusati di censurabile volontà di strumentalizzazione, intenti propagandistici, superficialità, irresponsabilità, circoscritto e miope interesse di parte, potenziale grave ed irreparabile pregiudizio alle indagini; il dottor Giubilaro può smentire, quanto al contenuto, tutte le affermazioni fatte dal dottor Sansoni, ove ciò sia possibile; il procuratore non può, invece, attribuirci a mezzo stampa “intendimenti progagandistici” in quanto ciò non corrisponde alle nostre reali intenzioni che lui ovviamente non può conoscere e che, evidentemente, continua a fraintendere nonostante i nostri successivi chiarimenti; come già ribadito nel mio comunicato precedente, non abbiamo bisogno di farci pubblicità, non essendo un partito politico che deve procacciarsi voti, né avendo alcuno di noi ambizioni personali di sorta; quanto alla divulgazione di notizie sulle indagini, dubito che le generiche impressioni del dottor Sansoni riportate dalla stampa possano arrecare intralcio alle indagini più della copiosa messe di notizie sull’attività inquirente della procura pubblicate negli ultimi mesi dalla stampa locale che giustamente esercita il suo diritto/dovere di informazione. In sostanza, quindi, ci riteniamo oggetto di un inconsistente e reiterato processo alle intenzioni, i cui toni peraltro ci paiono francamente eccessivi».
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