Il dolore
Ucciso dall’amico nella battuta di caccia
Imprenditore di 69 anni colpito alla nuca dalla rosa dei pallini, poche ore dopo è morto nell’ospedale di Pisa
FILATTIERA. La fucilata ha squarciato il silenzio spettrale dell’alba, allo stesso tempo spezzando la vita di un cacciatore, ucciso da uno dei compagni con i quali era partito dall’Alta Versilia per inoltrarsi nei fitti boschi della Lunigiana per sparare alle beccacce.
Claudio Vincenti, per tutti Flavio, imprenditore del marmo di Cardoso nel Comune di Stazzema, è morto circa 6 ore dopo essere stato colpito alla nuca, pare, dall’accidentale colpo partito dal fucile imbracciato dal 63enne Silvio Bascherini, uno dei fratelli viareggini (l’altro è Mario) assieme ai quali era partito prestissimo alla volta dei boschi sopra Vignolo di Lusignana, scelti per una battuta di caccia al volatile, specialità che amava alternare a quella al cinghiale, certamente più difficoltosa ma praticata da tantissimi appassionati.
Un colpo che non gli ha lasciato scampo, malgrado l’intervento dei sanitari del 118, giunti da Mulazzo e, poco dopo, dell’elisoccorso Pegaso, atterrato in una minuscola radura nell’intricata vegetazione che copre il versante lunigianese dell’Appennino.
Inutile il volo all’ospedale di Pisa. Sergio Vincenti è spirato attorno alle 14: troppo devastante la ferita alla testa.
Il mortale incidente di caccia è avvenuto ieri mattina poco dopo le 7,30 in uno degli alti boschi di castagni e felci che circondano le frazioni di Vignolo e Posponte.
Il terzetto vi era giunto a bordo di un fuoristrada dato che la mulattiera che da Lusignana si inerpica nella zona è percorribile soltanto con potenti 4x4. Parcheggiato il mezzo in una piccola radura (sulla quale si sarebbe poi posato l’elisoccorso), i tre amici ne hanno raggiunta una più piccola nella quale si sono appostati in attesa delle prede, dopo essersi scambiati veloci informazioni. Erano tutti cacciatori esperti, come ha riferito Mario Bascherini e nulla poteva far presagire quanto poi accaduto.
Da una prima ricostruzione, Vincenti e Silvio Bascherini sono rimasti ai margini della radura, mentre Mario Bascherini si è appostato un po’ più in alto.
Tutto attorno il silenzio della montagna, qua e là intervallato dal cinguettìo degli uccelli. Poi smorzato dal rumore dello sparo e dalle grida strozzate di ferito e feritore.
Si era alzata una beccaccia - pare abbia poi raccontato Mario Bascherini che era rimasto un po’ isolato - poi ho sentito lo sparo.
Ma sulla traiettoria del colpo era frapposto un ostacolo imprevisto: Claudio Vincenti. Forse l’uomo si è mosso in modo repentino, oppure sia lui stesso che lo sparatore potrebbero essere scivolati.
Ipotesi al vaglio dei carabinieri che hanno avviato le indagini. La zona del tragico incidente è stata infatti raggiunta da alcune pattuglie attrezzate per operare in zone impervie. Titolare dei rilievi, la stazione di Villafranca, supportata dai colleghi di Pontremoli.
Ma torniamo al momento del ferimento.
Colpito alla nuca da distanza ravvicinata, Claudio Vincenti è stramazzato sull’erba, perdendo copiosamente sangue. L’urlo atterrito di Silvio Bascherini ha fatto accorrere il fratello Mario, terzo componente della mini battuta di caccia, il quale si è trovato di fronte una scena terribile.
Dopo i primi attimi di comprensibile disperazione, è partita la telefonata al 118.
I due compagni hanno atteso i soccorsi, cercando in qualche modo di aiutare l’amico ferito, sperando in quel miracolo che però non è avvenuto.
Sul posto sono giunti prima i soccorsi via terra, accompagnati dai vigili del fuoco di Aulla dalla cui stazione è partito un mezzo attrezzato.
Quando i sanitari sono arrivati, è loro bastato poco per accorgersi della gravità della situazione.
Quindi è stato richiesto l’intervento del Pegaso che si è alzato dall’aeroporto di Cinquale.
L’elicottero si è posato attorno alle 9,30 nella radura dove era stato trasportato il ferito. Poi il volo verso Pisa, mentre gli affranti compagni di Claudio Vincenti si recavano in caserma per depositare le testimonianze.
Come in altri casi analoghi, potrebbe scattare l’accusa di omicidio colposo.
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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