Il Tirreno

Prezzi stracciati, tanta merce: “assalto” al bazar made in China

Prezzi stracciati, tanta merce: “assalto” al bazar made in China

Folla all’apertura a Romagnano di Happy Shopping, 1.300 metri quadrati di articoli low cost Contenti i primi clienti: «Finalmente qualcosa che costa poco». «Bene, è aperto a orario continuato»

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MASSA. All’inaugurazione del nuovo bazar cinese sull'Aurelia ci siamo andati anche noi: l'emporio ha aperto ieri mattina, alle 9 e, a quell'ora, caffè, biscotti, pizza e focaccia, preparate appena fuori dall'ingresso, erano caldi. Una festicciola che è piaciuta molto ai cittadini che sono entrati nel negozio, anche solo per curiosità: una sbirciatina agli articoli in esposizione, un occhio ai prezzi, magari anche l'acquisto di qualche prodotto veramente scontato, un dolcetto, un bicchierino per brindare e la mattinata è scorsa felice.

Si chiama "Happy Shopping" il bazar di proprietà di un imprenditore cinese, impiantato a Milano, da anni sul mercato assieme a tutta la sua famiglia; un grande emporio che si estende su circa 1.300 metri quadrati di superficie, con la possibilità di un piano superiore e una vastità di prodotti allestiti veramente notevole. Lui, il proprietario, ieri mattina a detta dei suoi dipendenti, tutti cittadini dagli occhi a mandorla, era a Milano e nessuno ha voluto rilasciarci alcuna dichiarazione: accordato il permesso di qualche foto fuori dal bazar, non ci è rimasto che osservare ingressi, clientela e lavoro alle casse. Non male, diciamo così, per il primo giorno: le persone portavano diversi articoli: c'è chi ha comprato le tazzine a forma di cuore in offerta per regalarne una alla figlia, una alla nipote e una alla cognata; chi ha speso anche 80 euro riempiendo il cestino di vestiti, maglioncini, calze e un piumino; c'è chi si è messo avanti con i regali natalizi acquistando carta da pacchi e fiocchi, decorazioni e nastri, perché nel bazar si trova una intera area dedicata agli articoli di cancelleria e agli addobbi.

Chi entra ne esce con un sacchetto in mano e si sente anche soddisfatto: «A Massa era tempo che non apriva un mercatone così – ci dice una signora – ormai non esiste più nulla da noi, i più economici hanno chiuso, e quelli rimasti aperti, hanno alzato i prezzi oppure hanno dimezzato la merce». «Mi piace perché osserveranno l'orario continuato- dice un'altra signora- quello che dovrebbero fare tutti i commercianti massesi, perché non si rendono conto che chi lavora potrebbe effettuare i suoi acquisti soltanto a ora di pranzo».

«Hanno fatto bene ad aprire – aggiunge ancora un’altra cliente – costa tutto pochissimo e a Massa siamo per metà cittadini disoccupati». Qualche esempio: la carta da regalo, costosissima in alcuni formati, l'Happy Shopping la vende anche a 99 centesimi; piatti, bicchieri, servizi interi si trovano anche a 9 euro, da 16 euro in su per un piumino, sconti nei detersivi, stampe, cornici e quadri dai 3 ai 13 euro. Insomma l'affare è subito dietro la porta e chi si aspettava manifestazioni di protesta da parte di altri commercianti della zona, è rimasto deluso. Tutto tranquillo e tutto in regola, come aveva sottolineato qualche giorno fa anche l'assessore alle attività produttive del comune di Massa Daniele Carioli: «Non possiamo certo impedire l'apertura di un bazar di titolari cinesi – ha ribadito – a noi importa solo che le autorizzazioni siano a posto».

Manuela D’Angelo

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