Il Tirreno

«Per la biblioteca di Avenza una morte ormai annunciata»

AVENZA. Riflettori sul futuro della biblioteca di Avenza. «Dopo il declassamento a sala di lettura (con la sola mattina del mercoledì a servizio completo) arriva anche il saccheggio- sottolinea il...

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AVENZA. Riflettori sul futuro della biblioteca di Avenza.

«Dopo il declassamento a sala di lettura (con la sola mattina del mercoledì a servizio completo) arriva anche il saccheggio- sottolinea il Comitato per la biblioteca di Avenza - alcuni addetti stanno provvedendo a prelevare buona parte dei volumi dell’enciclopedia Ricciardi nonché molti testi di narrativa in dotazione alla struttura, trasportandoli in quella di Carrara. È evidente la volontà di smantellare l’unico centro culturale pubblico della frazione, malgrado le proteste, mostrando oltre tutto una certa arroganza. Inoltre è in dissolvimento anche lo schedario cartaceo dei libri contenuti in quanto, ad ogni libro che rientra dal prestito, viene strappato il cartellino in modo che non si possa più conoscere la dotazione originale. È chiaro che meno scelta di libri si fa trovare, meno saranno i frequentatori. Si fa notare, inoltre, che non si accendono più le luci crepuscolari malgrado l’ora solare abbia portato l’ora di chiusura dopo il tramonto e questo scoraggia le famiglie ad utilizzare la ”sala di lettura” specie per ragazze e bambini. Anche la Sala Amendola non viene utilizzata, per mancanza di personale addetto alla sua gestione. Viene il sospetto che sia in atto un sabotaggio su tutta la linea, per giustificarne la chiusura».

Sulla questione intervengono anche Cesare Micheloni di Fratelli d’Italia e Patrizia Arrighi (ex consigliera di Circoscrizione). «Con i vecchi orari le tre biblioteche comunali funzionavano egregiamente, ora si è creato disagio ai dipendenti e si è determinata la soppressione di un servizio ai cittadini - scrivono – Intanto, durante le aperture a singhiozzo, (solo come sala lettura), i volontari sono costretti ad accompagnare gli anziani all'uscita. Le luci esterne, ad oggi, non funzionano. A tal proposito è utile ricordare che biblioteca e Sala Amendola sono costruite sui terreni del lascito Finelli, che peraltro includeva anche l'ex palazzo del Cat. Per esplicita volontà del benefattore Carlo Finelli i beni dovevano essere usati per favorire l'istruzione dei ragazzi avenzini. Nel corso degli ultimi anni abbiamo purtroppo assistito alla sistematica demolizione della clausola testamentaria».

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