La manifestazione
«Esperti e rispettosi delle regole»
L’avvocato Riccardo Carloni: chi ha premuto il grilletto ora è un uomo disperato
LUNIGIANA. «Un gruppo di amici, tutti cacciatori esperti che hanno rispettato le regole. È stata una vera tragedia e chi ha sparato adesso è disperato».
A parlare così è l’avvocato viareggino Riccardo Carloni, appassionato di caccia e legale del cacciatore che ha involontariamente ucciso il compagno durante una battuta. I tre amici Claudio Vincenti, l’imprenditore del marmo morto, e i due fratelli Silvio Bascherini, 63 anni - ora accusato di omicidio colposo - e Mario Bascherini erano partiti dalla Versilia per raggiungere la Lunigiana e cacciare beccacce.
«I tre cacciatori si conoscevano da tempo - spiega Carloni che ieri ha ricevuto l’incarico di difendere Silvio Bascherini - e hanno regolare licenza. Sono molto esperti e conoscono tutte le regole. Si è trattato di un incidente. Il gruppetto a un certo punto si è diviso. Vincenti e Silvio Bascherini hanno seguito un cane che puntava verso un canalone. Poi si sono probabilmente persi un attimo di vista tra la vegetazione. A un certo punto una beccaccia si è alzata in volo. Bascherini ha sparato per colpirla. Ma alcuni pallini hanno raggiunto l’amico ferendolo mortalmente».
La notizia del tragico incidente di caccia fa tornare alla mente quello più recente, accaduto nei boschi di Pallerone, che solo in un secondo tempo si rivelò essere un omicidio.
Il 18 novembre 2007, era di domenica, Maurizio Cioni, 49enne di Arcola, venne trovato morto nei boschi di Pallerone, ucciso con una fucilata alla schiena. Esattamente una settimana dopo, l’amico Giordano Trenti, si uccise ad Arcola sparandosi al petto.
Entrambi erano cacciatori e grandi amici. Poi emerse una storia da romanzo noir: Trenti era lo spasimante della moglie di Cioni, la lunigianese Clara Maneschi, poi finita in carcere con l’accusa di aver istigato l’uccisione del marito.
Da quel periodo a ora, altri incidenti di caccia sono accaduti nel comprensorio, ma nessuno finito con una morte.
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