Il Tirreno

Tar dà ragione al Cabrini, Comune paga

Tar dà ragione al Cabrini, Comune paga

Dovrà restituire 38mila dei circa 70mila euro versati dal Pensionato nel 2010 per la costruzione di un’ala ritenuta illegale

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PONTREMOLI. Una brutta tegola cade sulle casse del Comune. Infatti il Tar della Toscana ha condannato il Comune di Pontremoli alla restituzione alla società che ha in gestione il Pensionato Cabrini di Pontremoli di 33.838,98 euro più gli interessi legali maturati dal 26 febbraio 2010.

Il Tribunale ha infatti accolto in parte il ricorso presentato dal Pensionato Convitto Madre Saveria Cabrini, srl, presentato nel 2010. Una storia, quella del Pensionato Cabrini, che in questi ultimi anni si è spesso intrecciata con gli avvenimenti politici e anche giudiziari della città. Una vicenda che fin dall’inizio, nel 2005, ha suscitato grande animosità in consiglio comunale, all’epoca guidato al sindaco Enrico Ferri, in quanto alla proprietà del Pensionato era stata concessa una cospicua riduzione sul pagamento degli oneri di urbanizzazione (600mila euro complessivi) in base a una legge regionale sulle strutture socio-sanitarie di pubblica utilità.

Poi nel settembre 2008 colpo di scena, al Pensionato vengono messi i sigilli per l’accusa di abuso edilizio compiuto in fase di costruzione con la chiusura del porticato, situato a piano terra, che ha portato all’aumento di oltre mille metri quadrati di superficie utile rispetto al progetto originale.

Abuso sanato con il versamento da parte della società di 86mila euro al Comune, somma che la società stessa ha contestato con un ricorso al Tar in quanto valutata sovradimensionata rispetto all’infrazione contestata. Ed oggi il Tar dichiara che quella contestazione era fondata. Infatti nella sentenza emessa si evidenzia come sia stato non coerente la scelta del Comune di far corrispondere una sanzione considerando l’edificazione come meramente “residenziale”, mentre risolta, sostiene il Tar, che “non si è certo in presenza di una mera attività edificatoria destinata alla “residenza” ma di edifici con una precisa destinazione socio-sanitaria e assistenziale”. E quindi anche il calcolo per la sanzione per gli oneri di urbanizzazione ha parametri completamente diversi “per l’urbanizzazione primaria, in luogo di € 3,82, € 4,80 e € 2,43 (in luogo di 10,54) per l’urbanizzazione secondaria”.

Fattori che quindi incidono significamente sull’importo complessivo da pagare «22.780,80 euro per urbanizzazione primaria e 11.532,78 euro per oneri di urbanizzazione secondaria, per un totale di 34.313,58 euro».

Ne consegue che dei 68.152,56 euro della sanzione, 33.838,98 euro sono stati dati in eccesso e che ora il Comune dovrà restituirli al Pensionato Cabrini.

Riccardo Sordi

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