Il Tirreno

«I carrarini collaborativi con la polizia»

«I carrarini collaborativi con la polizia»

Il dirigente Mariani lascia la città: «Sono felice che sia uscita dall’incubo la ragazzina che faceva sesso in cambio di droga»

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CARRARA. Dopo otto anni, il dirigente del commissariato Giuseppe Mariani lascia la nostra città e andrà a ricoprire l'incarico di vicario del Questore Santoro a Savona; al suo posto, in arrivo il dottor Raffaele Gargiulo, proveniente da Lucca (e che già era stato alla Digos apuana).

«Mi sento carrarino - spiega salutando la stampa il dottor Mariani - e da due anni e mezzo ho scelto di abitare qui: di Carrara apprezzo la gente, il carattere; io qui ho sempre avuto la porta aperta e ho sempre trovato grande collaborazione e grande dialogo. Molte le segnalazioni ricevute, di persona, a volte telefoniche con nome e cognome, a volte esposti, che ci hanno aiuto nello svolgere il nostro lavoro, in particolare nei casi di lotta allo spaccio».

Domanda d'obbligo: di recente il magistrato Rossella Soffio ha però parlato addirittura di atteggiamenti omertosi da parte dei carraresi…

«Non vorrei essere frainteso quindi lo dico chiaramente. Io - spiega Mariani - credo che si tratti di due piani diversi: nel caso della dottoressa Soffio, con la quale, al pari di tutta la procura abbiamo sempre lavorato bene, penso si riferisse a un settore parziale, il marmo, in cui forse prevale un certo corporativismo del sistema cave. Ripeto, secondo il nostro osservatorio, ho riscontrato grande collaborazione della cittadinanza e un tessuto complessivamente sano: ci sono reati come i furti nelle abitazioni e le truffe ai danni degli anziani sui quali molto è stato fatto ma per i quali c'è qualche difficoltà, ma senz'altro questa è una città in cui non vi sono infiltrazioni della criminalità organizzata. Ho lavorato a Gela e a Niscemi, so purtroppo cosa voglia dire la presenza invasiva della malavita organizzata. Qui ne siamo esenti».

Fra le operazioni di questi otto anni, una l'ha particolarmente colpito, e cioè il caso drammatico della ragazzina che era stata indotta a fare sesso in cambio di droga, a Fossone: «L'ho seguita, questa inchiesta, con particolare attenzione anche come padre, perché quella ragazzina ha più o meno l'età di mia figlia; siamo riusciti a liberarla dalla schiavitù, sono rimasto in contatto con i genitori ed ora è uscita definitivamente dal tunnel della droga, potrà rifarsi una vita. Particolare impegno lo abbiamo messo anche nel combattere la violenza sulle donne, andando anche a “leggere” oltre le denunce nude e crude, cercando nei referti medici pure sotto i venti giorni, con riscontri d'archivio, stimolando le donne ferite a riferire se ci fosse di più e altro rispetto magari a presunti “incidenti domestici”; le abbiamo chiamate, aiutate, e purtroppo diverse volte sono emersi pesanti maltrattamenti e casi di cui abbiamo più volte riferito».

L'invito, anche in questo caso, è di continuare a collaborare con la polizia, di rivelare le violenze subite.

Altro caso recente che ha fatto discutere, "Diabolik", il ladro seriale delle macchinette delle scuole: «Ora è ai domiciliari», ha spiegato il dottor Mariani. Nel congedarsi dalla città dal punto di vista professionale - vi continuerà a risiedere e chissà che un domani non torni in provincia con incarichi più alti - il dirigente ha ringraziato i colleghi del commissariato, le altre forze di polizia e in particolare la polizia municipale, le istituzioni, l'amministrazione comunale, la Fondazione Cassa di Carrara e vari altri enti.

«Forse Savona era nel mio destino, visto che quando abbiamo fatto l'operazione sulle banconote false, uno degli arrestati era residente a Savona e là sono andato a fare una perquisizione. Guarda caso, domenica la Carrarese giocherà contro il Savona. Avrò un lavoro più da ufficio, questi otto anni sono volati ma sono stati importantissimi per me, un terzo di quelli trascorsi finora in polizia. Ringrazio Carrara e continuerò a sentirmi carrarino». (m.b.)

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