La manifestazione
Affondo della giunta, ma Renovo non cede
Biomasse, la società annuncia battaglia legale. Il sindaco: le istanze della popolazione erano precise
PONTREMOLI. Il Comune, come abbiamo anticipato ieri, ha provato a chiudere la in maniera definitiva la “pratica” biomasse.
E lo ha fatto con una delibera di giunta, approvata nella serata di martedì scorso, in cui dichiara di «prendere atto dell’intervenuta decadenza, dell’assegnazione alla società Renovo Bionergy Pontremoli srl dell’area di 7.467 metri quadrati all’interno del comparto 3 del Pip di Novoleto» per «violazione da parte della società assegnataria del termine perentorio per il versamento dell’acconto del prezzo», avendo la Renovo versato l’importo di circa 161mila euro, pari al 60% dell’importo complessivo, il 29 luglio scorso e cioè oltre il termine di trenta giorni previsto al momento della ricezione della comunicazione di assegnazione effettuata il 24 giugno. Un termine che, viene evidenziato all’interno alle premesse della delibera di giunta, ha valore assolutamente perentorio e vincolante e che quindi sarebbero da considerare “non condivisibili” le controdeduzioni presentate da Renovo la quale sostiene che «il termine di 30 giorni sopra citato non avrebbe natura perentoria e la sua mancata osservanza, tanto più se per un solo giorno, non può determinare l’automatica decadenza dell’assegnazione». Infatti si evidenzia, con un breve inciso per evidenziare che il termine è stato violato non di uno ma bensì di 5 giorni, nella delibera «è da rilevare che il carattere perentorio di tutti i termini di cui ribadito alla società assegnataria sia nella delibera della di assegnazione, sia nella comunicazione del responsabile del servizio, è stato espressamente riconosciuto dalla stessa Società Renovo con la nota 24 luglio 2013 nella quale la società afferma espressamente “Renovo Bionergy Pontremoli srl, pur consapevole della perentorietà dei termini indicati nella convenzione…”; quindi tale perentorietà è stata riconosciuta dalla stessa società».
Viene poi evidenziato come la perentorietà della norma non sia di natura formale e che si riferisce a tutti i termini previsti dal regolamento, non solo la mancata richiesta di rilascio della concessione edilizia come sostenuto dalla Renovo, e che sia un motivo sufficiente per giustificare la decadenza dell’assegnazione dell’area «se l’assegnatario non paga il 60% del prezzo, non dà garanzie formali per il pagamento del saldo e tale situazione si protragga sine die, così come per gli altri adempimenti: ad esempio, richiesta di concessione edilizia e esecuzione degli interventi; quindi tutti i termini previsti dall’art. 12 del vigente Regolamento hanno identica natura e rilevanza e tutti sono perentori perché tutti volti al rispetto degli impegni assunti con l’assegnazione».
Ma la vicenda non sembra ancora ai titoli di coda, infatti la Renovo annuncia battaglia e si prepara ad avvalersi «in tutte le sedi di legge anche al fine di ottenere il risarcimento dei danni arrecati».
Quindi si prospetta una battaglia ben più serrata di quella recente e relativa all’impianto eolico poi finito nel dimenticatoio.
Baracchini: la popolazione si è espressa chiaramente. «Sono in coscienza certa della linea che abbiamo seguito in giunta - commenta il sindaco Lucia Baracchini - se è vero che il termine è perentorio, nel momento in cui non viene rispettato, automaticamente decade l'autorizzazione alla centrale, che aveva come vincolo il possesso dell'area. In scienza e coscienza, ritengo che abbiamo seguito un procedimento corretto. Un atto di coraggio? Forse, ma credo che un’amministrazione debba anche farsi carico delle istanze, anche delle paure della cittadinanza; e noi dobbiamo rispondere alla cittadinanza, anzi, alla popolazione lunigianese, viste le indicazioni provenienti da altri comuni. In questo caso specifico, riteniamo che la delibera da noi approvata metta insieme la certezza giuridica e le istanze che ci erano giunte di fermare la centrale».(r.s.)
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