Il Tirreno

Lavori antierosione , si riparte da zero

Lavori antierosione , si riparte da zero

Serve una nuova procedura di affidamento. Ma ora alcune opere passano nelle mani del Comune

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MASSA. Se fosse un film sarebbe “La storia infinita”. Mai titolo fu più azzeccato: i lavori antierosione sono davvero un libro senza fine. Adesso è ufficiale, si riparte da zero. O quasi. Palazzo ducale deve bandire una nuova procedura per affidare il completamento - e in parte la correzione - delle opere.

L’associazione temporanea di imprese costituita da consorzio Pelagus e Varia Costruzioni non accetta, infatti, di farsi carico dei lavori. Ad aggiudicarsi la gara nel 2008 è stata l’ati di cui, con le socie Prama e Lungarini, è capofila la Doronzo. Ma quell'assegnazione ai secondi classificati (Consorzio Pelagus e Varia Costruzioni, appunto) non torna, tanto che decidono di ricorrere al Tar. Nel novembre 2012 il tribunale amministrativo il ricorso lo accoglie. La Provincia deve fare "un passo indietro" e rescindere il contratto con l'Ati Doronzo. La palla passa nelle mani dell'associazione Pelagus- Varia che, quando si tratta di subentrare nell'esecuzione dei lavori, chiede un cambiamento delle condizioni - anche economiche - fissate nel 2008. L’accordo non arriva: si va a gara. L’intervento sull’arenile verrà suddiviso in lotti più piccoli, omogenei per tipo di opere da realizzare, soluzione questa che dovrebbe garantire maggior rapidità.

Una ripartenza, quindi, accompagnata anche da un cambiamento di rotta. E non da poco. Adesso gioca un ruolo importante nella partita anche il Comune. Il tema è d’attualità da tempo, su Palazzo civico gli operatori hanno sempre puntato gli occhi: il modello era quello carrarese. Oltre Foce, infatti, è stato il Comune il regista delle opere - seppur più contenute - anti erosione. E adesso l’amministrazione comunale scende in campo anche qui, a lei è affidato quello che è stato battezzato terzo lotto. Vale a dire tutte le opere a completamento del primo lotto (dal Frigido al Versilia. Il secondo, in area Sin, va invece dal Frigido a Carrara). I soldi, anche in questo caso, arrivano dalle casse regionali, ma alle prese con calcoli e valutazioni saranno i tecnici comunali. A loro il compito delicato di pensare alla realizzazione dell’argine di levante del Magliano e alla eventualità di un nono setto. Palazzo civico entra in punta di piedi, ma c’è. Perché in ballo - lo ammette Stefano Gazzoli, presidente di Riviera Apuana - ci sono anche i geotubi. Che si facciano davvero rimane un enorme punto interrogativo. (C.S.)

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