Il Tirreno

«Siamo noi i maleducati? No, ma chi ci amministra»

Il coro di protesta di chi non si riconosce nelle critiche mosse da Luca Ragoni «Scortese semmai è un Comune che mette tutti i parcheggi a pagamento»

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Le accuse di Ragoni noi le rimandiamo dritte al mittente: non siamo scortesi, semmai è il Comune che lo è con il nostro settore». Non si fa attendere la replica dei commercianti (commessi e titolari, è un coro pressochè unanime) che si sentono attaccati dal post sul social network del presidente del consiglio comunale.

«Noi ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno - dice Paola Barattini di Caramatti, una delle storiche boutique di via Roma - E dall’amministrazione ci arrivano certe accuse? Ci si attacca a 90 centesimi di sconto, credo che sarebbe meglio, da parte del presidente del consiglio, fare un elenco dei negozi che frequenta prima di generalizzare. Qui c’è gente che viene dalla Lunigiana, da Massa, dalla Lunigiana e dalla Garfagnana grazie anche alla nostra professionalità e cortesia. Con la crisi che c’è - conclude - e con tanti commessi che, come anello debole, rischiano il posto di lavoro, bisognerebbe essere più cauti». Sullo stesso avviso Giovanni Caramatti, che parla nella boutique da uomo, sempre in via Roma: «Sono altre le cose da dire e da fare, ce ne sono talmente tante per far funzionare meglio questa città - sottolinea - Una cosa è certa, noi commercianti ci mettiamo l’anima». «Non ci sentiamo tirati in ballo, perché non si può generalizzare» spiega Chiara Donati, dal suo tabacchino nel corso pedonale della città . E Stefania Spedale, di Blue Angel replica: «Il malcontento c’è, la maleducazione no». Nadia e Simona Cavazzini del Rebacco aggiungono: «Non è la maleducazione dei commercianti a far scappare la gente, ma i problemi irrisolti della città».

Ma c’è anche chi non la prende con troppa filosofia, come Lucilla Santucci del bar “Leon d’oro”, in piazza Alberica. «Non sono arrabbiata ma molto di più, sono affranta - dice Lucilla - Chi è nell’amministrazione e appartiene al pubblico dovrebbe promuovere il territorio, non dargli addosso. E poi c’è un’ingiustizia di fondo, con quelle parole si colpisce tutto il settore: per quel che mi riguarda posso dire una cosa, il caffè qui può essere più o meno buono ma un sorriso per tutti ce lo abbiamo sempre».

Cristina Bencivinni del bar Crema parte all’attacco.

«Le scortesie ce le sta facendo il Comune: abbiamo le piante morte da mesi in via Roma, il marmo bianco coperto dall’erba cinese in via Roma: i problemi si sono accumulati. Cinquant’anni fa noi commercianti eravamo davvero più scortesi, ma lavoravamo il doppio: adesso paghiamo tanti errori, non commessi da noi, ma dalle amministrazioni che si sono succedute: ad esempio dare il permesso per far nascere la ex Montecatini, e l’idea di fare tutti i parcheggi a pagamento. Questo è stato scortese». (a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca