Il Tirreno

«Non so quando riapriremo»

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Lamberto Piccioli del “Banano” andato a fuoco: i danni sono stati ingenti

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CARRARA. «Non so ancora quando sarà possibile riaprire l’attività. Stiamo ancora facendo la stima dei danni subiti e per adesso posso dire soltanto che sono particolarmente ingenti». E’ con queste parole che Lamberto Piccioli, figlio minore di Antonietta Pom, la titolare del negozio di abbigliamento “Il Banano”, andato a fuoco sabato scorso a Marina in piazza Nazioni Unite, ha descritto le condizioni della bottega di famiglia dopo l’incidente, sviluppatosi a seguito dello scoppio di una lampadina. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare qualche ora per spegnere l’incendio.

«La struttura del negozio - ha aggiunto Piccioli - andrà interamente risistemata. Per adesso, sembrerebbe che l’impianto elettrico sia saltato solo al piano superiore, dove è scoppiato l’incendio, ma bisognerà controllare attentamente anche quello al piano inferiore. La merce in vendita che non è bruciata è rimasta comunque bagnata durante le operazioni di spegnimento e molti capi di abbigliamento risultano anneriti per via del fumo».

Il condominio sovrastante “Il Banano”, invece, non ha riportato alcun danno, perché l’incendio è rimasto circoscritto al piano superiore della bottega, grazie alla rapidità ed efficienza con cui sono intervenuti i vigili del fuoco e al coraggio e alla padronanza della situazione dimostrati dalla madre di Piccioli al verificarsi dell’incidente. In quel momento, infatti, sebbene fosse sola al lavoro, la signora Pom ha cercato di fare l’impossibile per spegnere le fiamme. Non riuscendovi, ha staccato subito il quadro elettrico generale del negozio ed è corsa fuori per dare l’allarme, evitando, in questo modo, che si verificassero danni ben più gravi.

«Il comportamento dimostrato da mia madre in questa situazione - ha detto Piccioli - è stato straordinario. Probabilmente io non sarei stato capace di mantenere i nervi saldi come ha fatto lei». La donna, in seguito, è stata trasportata al pronto soccorso per accertamenti. I controlli medici, fortunatamente, hanno escluso ogni rischio di danno fisico legato al fumo respirato. «Per la nostra famiglia - ha concluso Piccioli - la situazione adesso non è certo delle migliori, ma mi consolo pensando che le cose sarebbero potute andare molto peggio».

David Chiappuella

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