Lutto
I patronati avvertono: fate la richiesta dell’Isee
Sconti e agevolazioni del Comune mancate perché non si conosce o si diffida del complesso meccanismo di calcolo del reddito familiare
MASSA. Se ne sente parlare molto, ma pochi in realtà sanno cosa sia e quale sia la sua utilità. E in tanti, stando ai patronati, stanno perdendo l’opportunità di accedere a sconti e agevolazioni su servizi e tariffe di Comune e enti e società. Stiamo parlando della certificazione Isee, acronimo di Indicatore della situazione equivalente, lo strumento che consente l’accesso a prestazioni sociali o a servizi di pubblica utilità a tariffa ridotta, in base alla valutazione delle condizioni economiche del richiedente e del proprio nucleo familiare. Obiettivo quindi equità, ma come si calcola? Quando si può o si deve presentarlo?
Ne abbiamo parlato con il sindacalista della Cgil Saverio Corsetti che subito chiarisce: «Non bisogna confonderlo con la dichiarazione dei redditi. L’Isee è qualcosa in più: dà un quadro fedele della situazione economica della famiglia perché, oltre al reddito, si tiene conto anche del patrimonio. Quindi una persona può avere reddito basso, ma Isee alto perché magari ha due case di proprietà».
Isee, Ise e Iseu. Per capire cosa sia l’Isee non si può prescindere dagli altri tipi di certificazione: Ise e Iseu. Il primo è infatti solo una somma algebrica del reddito del richiedente e del suo patrimonio (deposito conto corrente, case, barche, ecc.), l’Isee invece tiene conto anche delle caratteristiche dei componenti della famiglia e quindi il totale viene diviso per il coefficiente delle persone.
L’Iseu, infine, (viene presentato solo per l’iscrizione universitaria) tiene conto anche di patrimoni all’estero, ma se all’interno della famiglia ci sono fratelli con reddito, questo viene diviso a metà.
I criteri per il calcolo. Il primo punto di partenza, anche quello più difficile, per il calcolo del’Isee è l’individuazione dello stato di famiglia. Si considera, infatti, il nucleo familiare in cui si ha la residenza. Tuttavia bisogna dimostrare che quello stesso nucleo familiare riesca a mantenersi e che quindi abbia un reddito annuo di almeno 2.481 euro, altrimenti si risulta fiscalmente a carico della famiglia di origine. In questo senso l’Isee fa un passo avanti rispetto al resto delle leggi italiane, perché riconosce le coppie di fatto.
Isee e coppie di fatto. In altre parole per l’Isee una coppia di omossessuali può essere considerata come unico stato di famiglia se almeno uno dei due richiedente ha reddito.
L’Isee è lo strumento per eccellenza per accedere alle varie forme di esenzione o riduzione della spesa nei vari servizi.
In base all’Isee si riceve: l’assegno per il nucleo familiare con tre figli minori, l’assegno di maternità, riduzione su asili nido e altri servizi per l’infanzia. E ancora riduzione o esenzione per le mense scolastiche, prestazioni scolastiche (libri, borse di studio, ecc.), agevolazioni per tasse universitarie, prestazioni del diritto allo studio universitario (alloggio, vitto, ecc.), servizi socio-sanitari, agevolazioni per servizi di pubblica utilità (luce, acqua, gas) e molto altro.«Per questo motivo è utile farlo subito dopo la dichiarazione dei redditi- informa Corsetti - e tenerlo in casa, e non decidere la compilazione solo quando serve. La certificazione - ricorda inoltre - ha validità un anno».
A chi rivolgersi per il calcolo.
Per calcolare l’Isee bisogna recarsi in qualsiasi centro Caaf sul territorio con tessera sanitaria, ultima dichiarazione dei redditi o Cud, visure catastali per i beni immobili o copia del contratto d’affitto e saldo dei versamenti in conto correnti e della situazione titoli.
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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