Il dolore
Don Gnocchi operativo solo tra un mese
L’ulteriore slittamento dell’apertura del centro di Fivizzano comunicato via radio dalla direttrice dell’Asl 1 De Lauretis
FIVIZZANO. Ci vorrà ancora un mese per l'apertura del nuovo polo specialistico riabilitativo della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Lo ha sostenuto il direttore delle strutture della Fondazione in Toscana, Francesco Converti nella trasmissione “Radio tam tam” condotta da Matteo Gianni andata in onda ieri mattina sulle frequenze dell'emittente lunigianese Radio A. Nel programma radiofonico, che aveva per tema appunto “Apre la Don Gnocchi a Fivizzano ma rischia il pronto soccorso” erano presenti in studio il sindaco Paolo Grassi, il consigliere regionale Paolo Marini, per il comitato Pro ospedale di Fivizzano, Piero Tonelli e per l'omonimo comitato di Pontremoli, Clara Cavellini, mentre il direttore Converti così come il direttore generale dell'Asl Apuana, Maria Teresa De Lauretis sono intervenuti telefonicamente.
Dopo gli interventi del sindaco, degli esponenti dei comitati, del consigliere Marini, oltre di alcuni cittadini che sono intervenuti per telefono o inviando domande tramite e mail o attraverso gli indirizzi web di Radio A è intervento Converti che, rispondendo alle domande del conduttore Gianni, ha relazionato che «si sta completando l'iter degli accreditamenti della struttura di eccellenza riabilitativa soprattutto per quello che riguarda i requisiti di sicurezza e pensiamo che tra meno di trenta giorni la struttura fivizzanese potrà essere aperta».
Parlando dei posti letto disponibili il direttore della Fondazione ha detto «saranno 32 , 16 destinati alla riabilitazione post ospedalizzazione per acuti e altri 16 per utenti extraospedalieri».
Riguardo all'occupazione, Converti ha comunicato che dei 30 profili professionale occorrenti nella nel nuovo centro, più della metà saranno occupati da personale già operante nell'organizzazione e i restanti, all'incirca una decina, potranno essere oggetto di nuova assunzione. Il direttore generale dell'Asl sollecitata dalle domande, sul centro Don Gnocchi ha risposto «che allargando la riabilitazione anche nel settore cardiologico e mantenendo altro il profilo qualitativo degli altri servizi offerti, il centro fivizzanese potrà attirare utenza oltre al bacino apuano». Mentre parlando della due strutture ospedaliere ha detto che la proposta futura e quella di ragionare su di un unico plesso che vedrà la struttura fivizzanese più orientata alle cure mediche e riabilitative mentre quella pontremolese più sull'urgenza chirurgica.Riguardo al pronto soccorso fivizzanese, motivo di preoccupazione non solo dei comitati ma anche del sindaco Grassi, De Lauretis alla luce di quanto prima ha sostenuto che anche ai dati di accesso registrati finora avrà soprattutto valenza riservata alla medicina generale e quindi i casi di urgenza chirurgica saranno trasferiti a Pontremoli. Da parte degli esponenti dei comitati cittadini è stato ribadito ancora una volta che ogni decisione che verrà presa si tenga conto delle difficoltà oggettive del territorio mettendo sempre al primo posto le reali esigenze sanitarie della popolazione che vi risiede la cui maggioranza è composta da persone anziane.
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