Il Tirreno

gli interrogatori

Sotto torchio anche fornitori e clienti delle ditte perquisite

CARRARA. La seconda fase della maxi indagine sulle cave entra nel vivo. E presto una schiera di imprenditori, ma anche fornitori e clienti (non solo di Carrara ma anche da fuori provincia) coinvolti...

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La seconda fase della maxi indagine sulle cave entra nel vivo. E presto una schiera di imprenditori, ma anche fornitori e clienti (non solo di Carrara ma anche da fuori provincia) coinvolti solo indirettamente nella vicenda, sfilerà in Procura, per gli interrogatori.

Intanto un pool di aziende del lapideo, sottoposte a verifica fiscale e perquisizioni, si è già rivolto al tributarista Giulio Andreani per avere assistenza nell’ambito proprio dei controlli fiscali che la Guardia di finanza ha già iniziato o sta iniziando a fare ai soggetti coinvolti, a vario titolo, in maniera diretta o indiretta, nell’indagine condotta dalla Procura sul nero alle cave e a piano.

La novità delle ultime ore è proprio questa: si allarga il raggio di azione della Procura e molto presto dovrebbero essere sentiti, in qualità di testimoni, sia i clienti che i fornitori delle aziende finite nel mirino delle indagini. E il ruolo delle deposizioni, anche alla luce dell’appello della pm Rossella Soffio che ha di fatto invitato ad una stretta collaborazione con la Procura, potrebbe davvero essere centrale per il proseguo dell’inchiesta.

Non solo, le dichiarazioni dei testimoni (fornitori e clienti delle aziende sottoposte ai controlli) hanno una rilevanza importantissima anche n per quel che attiene il profilo giudiziario.

In sostanza, le false dichiarazioni in sede di accertamento fiscale, hanno rilevanza penale e quindi grande cautela è d’obbligo da parte di tutti.

E intanto le Fiamme Gialle , dopo aver ricevuto l’imput dalla Procura, si sono concentrate, nelle nuove perquisizioni (per alcuni imprenditori si è trattato di un secondo passaggio dopo quello che ha portato alle iscrizioni al registro degli indagati) sulle scritture contabili ed extracontabili degli anni antecedenti al 2013, fino al 2010.

E le posizioni, dal punto di vista delle contestazioni fiscali, sembrerebbero destinate a complicarsi.

Se, infatti, i pagamenti fuori fattura registrati attraverso le intercettazioni e gli esami documentali relativi all’anno in corso hanno la possibilità di essere sanati nella prossima dichiarazione dei redditi, lo stesso discorso non è applicabile agli anni precedenti.

Quindi anche la strategia difensiva allo studio sarà ancora più complessa e, in sostanza, anche in questo caso si dovrà attendere l’esito degli interrogatori.

Sarà fondamentale quello che dichiareranno i clienti e i fornitori che, saranno sentiti all’inizio della prossima settimana in Procura.

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze