Il Tirreno

Eaton, il piano non c’è gli operai si arrabbiano

 Eaton, il piano non c’è gli operai si arrabbiano

I sindacati preparano nuove lotte e chiedono che Rossi torni davanti ai cancelli Ugolotti (Consorzio Zona) si difende: solo un ritardo non dovuto alla Zia

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MASSA. La data fissata era il 24 (giovedì scorso): entro quel giorno il Consorzio Zona industriale avrebbe dovuto presentare il piano di fattibilità dell’area Eaton. Quel documento, cioè, preliminare alla vendita dell’area, in cui sono descritte caratteristiche, potenzialità, costi, possibilità di riutilizzo del sito. Ebbene, il piano non è stato presentato. E i lavoratori si arrabbiano.

«I 90 giorni previsti nell'accordo di programma per realizzare da parte del consorzio Zia. il piano di fattibilità, atto di fondamentale importanza per realizzare l'acquisto delle aree sono scaduti. Il mancato rispetto di questo termine mette i lavoratori nella legittima condizione di poter nuovamente agire con azioni di visibilità, a fronte di una mancata convocazione da parte del consorzio», dicono le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Che tradotto vuol dire: noi abbiamo aspettato invano, non vediamo atti concreti, ora torniamo in piazza.

Di più: gli ex lavoratori Eaton e i sindacati chiedono che il presidente della Regione Rossi torni ai cancelli della fabbrica a incontrare le maestranze. Una presenza invocata per confermare che l’impegno della Regione sulla vertenza non è finito e neanche diminuito, come invece in tanti fra gli ex operai comincia a pensare.

Cruciale, in questo senso, sarà l’assemblea convocata da Fim Fiom e Ulm per mercoledì prossimo (all’ingresso dello stabilimento, un appuntamento in cui, dicono i sindacati «diventa fondamentale la partecipazione dei lavoratori per dare il segnale chiaro ed inequivocabile che gli ex Eaton hanno la ferma volontà di vedersi reinseriti nel mondo del lavoro attraverso il concretizzarsi di ciò che è stato sottoscritto nell'accordo di programma».

Sulla mancata presentazione del piano interviene però Cesare Ugololotti, presidente del Consorzio Zia. «Sì ci sono stati dei ritardi – spiega – e di questo ne sono stati informati i sindacati. Ritardi che non sono dipesi da noi: abbiamo ricevuto il mandato di realizzare il piano di fattibilità il 24 luglio scorso, in pieno periodo di ferie. Abbiamo avuto difficoltà e tempi più lunghi del previsto per fare eseguire le stime di valutazione dell’area, per fare i sopralluoghi. Siamo riusciti a entrare nella fabbrica soltanto il 14 settembre per la prima volta, per fare tutti i controlli ambientali ecc. È stata una corsa contro il tempo ma non siamo stati con le mani in mano e per il 15 novembre saremo pronti.

Per il presidente della Zia, insomma, 20 giorni in più in questa vertenza che va avanti ormai da 5 anni non sono decisivi. Sembra lo siano, invece, per le organizzazioni dei metalmeccanici, che chiamano i lavoratori alla mobilitazione perchè, dicono, “il tempo sta scadendo”.

Il piano di fattibilità è considerato un preliminare importante nella difficile procedura per l’acquisizione dell’area da parte del Consorzio Zona a cui la Regione ha “affidato” il pacchetto di 5 milioin di euro per la re-industrializzazione del territorio. Con esso si dovrebbe dare agli imprenditori interessati a insediarsi e a creare occupazione all'interno dell'area (assumendo gli ex Eaton) una serie di indicazioni importanti su come è possibile riutilizzare gli 80 mila metri quadrati dell’area, quali sono i vincoli, quali le bonifiche da attuare.

Ci dovranno poi essere da una parte la disponibilità di Eaton di cedere la sua proprietà (in alternativa c’è il ricorso all’esproprio) e la disponibilità di imprenditori a entrare. Un percorso a ostacoli.

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