Il Tirreno

Piazzale per operatori internazionali

di CInzia Carpita
Piazzale per operatori internazionali

Il presidente dell’Authority: abbiamo contatti per nuovi traffici. Dello Iacono della Porto spa frena: ci vuole cautela

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un immenso piazzale, il “Città di Massa”, la banchina Fiorillo ampliata per accogliere in futuro anche 700 metri del previsto raccordo ferroviario. In tutto novantamila metri quadrati in più per lo stoccaggio merci e soprattutto per attrarre nuovi traffici: che secondo il presidente della Port Authority, Francesco Messineo, hanno buone probabilità di arrivare: «Ci sono operatori internazionali nel settore dei trasporti marittimi, interessati in funzione del nuovo piazzale e della banchina allargata. Potrebbero portare qui nuove tipologie di merci rispetto a quelle che trattiamo oggi. Come Authority non abbiamo compiti commerciali, ma mostriamo una struttura portuale. Stiamo progettando il raccordo ferroviario, il cantiere dei lavori potrà essere aperto nel 2014, e rientra nel finanziamento legato alle due opere attuali».

Il dilemma dei traffici. I vertici della Porto di Carrara spa sono pessimisti, vista la congiuntura generale. «Bisogna avere cautela, – dice l’amministratore delegato d Paolo Dello Iacono - prospettive certe di nuovi traffici non ce ne sono ora e non credo neppure nel 2014, adesso si può dare solo più spazio allo stoccaggio delle merci attuali». Probabilmente i blocchi di marmo. La Porto spa ha di recente annullato il proprio piano investimenti e ai primi di ottobre in un’intervista al Tirreno Dello Iacono ha dichiarato che la società non ha fatto richiesta per l’uso del piazzale. Ma Messineo sembra fiducioso verso altri soggetti esterni, su cui al momento resta blindato. Due punti di vista sulla possibilità a breve termine di agganciare nuovi traffici. Il che prefigura scenari diversi (legati anche all’area retropoprtuale) e filosofie diverse sull’utilizzo del piazzale.

Zubbani: c’è dinamismo progettuale. Intanto, le due grandi opere sono state inaugurate ieri mattina, con il taglio del nastro da parte del vicario del prefetto, dottoressa Anna Mitrano. E con la benedizione del parroco don Ezio. Presenti il sindaco Zubbani, autorità civili e istituzionali. Ora sono vuoti ma invitanti gli enormi spazi dove è stato messo «tanto asfalto che sarebbe bastato a riasfaltare le strade e i marciapiedi del nostro territorio», ha detto il sindaco ma solo a mo’ di battuta, visto che ha espresso soddisfazione per questo ampliamento che non è stato facile, soprattutto per il piazzale Città di Massa che è stato al centro di vicende legate a fattori ambientali e altri fattori «che avevano impedito fino a oggi l’utilizzo di questo enorme spazio. Si pone fine a un lungo iter - ha detto il sindaco – e il rammarico è che quando tali spazi servivano si sono perse occasioni. Quest’area nuova si cala in un dinamismo progettuale che sta tutto intorno. Il Water front è stato pensato per far lavorare meglio il porto e per far vivere meglio la città. Presto il comitato portuale sarà chiamato ad adottare il nuovo piano regolatore portuale, quello attuale è datato 1981». Poi il sindaco, che con la Porto spa non ha sempre avuto rapporti idilliaci, ha attaccato i detrattori: «La si smetta di sparare a zero sul porto, sia considerato il suo merito, cosa ha rappresentanto per la città. Spero che ci sia più unità». Ha ricordato che sulla testa del porto c’è ancora il Sin del 1999, il sito di interesse nazionale per le bonifiche (il piazzale Città di Massa c’è dentro, mercoledì prossimo avverrà il collaudo definitivo, la Port Authority dovrà inoltrare ai soggetti competenti anche certificazioni inerenti il Sin): oggi intravediamo possibili soluzioni, è alla firma del ministro Orlandi un atto affinché il Sin passi sotto la Regione quale interlocutore più vicino ai territori. Mi auguro che presto possa essere deperimetrato il Sin. Non chiediamo clemenza o pietà, ma che vengano liberate le aree per chi intende operarci».

Le frecciate di Nardi. Ma proprio sul piazzale Città di Massa, il vice presidente della Porto spa, Filippo Nardi, ha reso più frizzante l’aria. Si è voluto togliere un sassolino dalla scarpa, lanciandolo prima all’indirizzo dell’ex ministro Altero Matteoli, ma anche alla politica locale. Torna indietro negli anni, a quando fu sequestrato il piazzale. Erano stati sollevati problemi ambientali. Nardi lancia frecciate a «quel tipo di politica» che a suo avviso è riscontrabile in Italia e al livello locale. Ricorda alcuni interventi di Matteoli nel 2005, a due anni dal dissequestro. Parla della sabbia utilizzata per il piazzale e finita nel mirino delle indagini ambientali, adombra retroscena grigi. «Ma dove erano i veleni? Non c’erano».

«Oggi, qui sento i polmoni allargarsi, questa opera aiuta ad avere fiducia nel futuro per fare impresa. Dal 2009 – ha proseguito Nardi - abbiamo perso traffici non recuperabili, non per colpa nostra: li ha persi l’Italia. Oggi queste aree alleggerisccoo la ristrettezza strutturale, consentono di contenere i costi e di aumentare la competitività per poter attrarre nuovi traffici quando l’economia mondiale si riprenderà. Ci consentono quel triangolo (Tirreno-Verona-Adriatico con Marghera) per inserire il nostro porto in un ambito europeo. Possono favorire la richiesta di spazi del Nuovo Pignone». I traffici conquistati, aggiunge, «dimostrano la nostra capacità di attrarli da altri porti e dò atto alla grande professionalità dei nostri lavoratori, speriamo che la ripresa economica arrivi presto». Per il presidente di Assindustria, Giuseppe Baccioli, la struttura portuale è un’opportunità imprenditoriale. L’industria meccanica si rafforza nel territorio (cita insediamenti nell’ex Dalmine).

In verità, ora (dopo «infiniti ostacoli» per aprirlo come ha detto Messineo) quell’immenso piazzale che aspetta merci e lavoratori, stride un po’ con i riferimenti che sono stati fatti sulla crisi dei traffici. Sarà l’elemento della svolta?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web