Sicurezza
Lavori antierosione, si riparte da zero
La Provincia e la nuova ditta non trovano l’accordo, all’orizzonte un nuovo bando di gara. Angeli: faremo il prima possibile
MARINA DI MASSA. Un’eventualità - a dire il vero non troppo remota - che va concretizzandosi e fa tremare i polsi ai balneari. Un passo indietro di 5 anni, l’azzeramento di quanto è stato fatto sul litorale. Punto e a capo, si riparte: gara e importi da definire, procedura da bandire con tanto di affidamento e assegnazione.
Ebbene sì: il mare divora metri di spiaggia, dopo contestazioni tecniche (e non solo), nel 2008 la Provincia indice la gara d’appalto. Per un importo di tutto rispetto: 14,9 milioni. Partono a fatica i lavori, arrivano le perplessità e i ricorsi al Tar, la “palla” passa dalle mani di una prima ditta ad una seconda. E adesso il rischio che tutto si blocchi e Palazzo ducale decida di ripartire. Dal 2008, dal bando, appunto. La conferma arriva dal commissario Osvaldo Angeli: «L’eventualità di dover tornare a gara c’è». E se quell’eventualità si traducesse in dato di fatto la Provincia - questo l’impegno di Angeli - «punterebbe, vista l’urgenza, sulla più rapida delle procedure».
Una vicenda complessa. Ricostruire la vicenda non è semplice. Certo è che nel 2008 la Provincia, appunto, ente competente per la realizzazione dei lavori sull’arenile, bandisce una gara. Il finanziamento (quasi 15 milioni) arriva da Firenze.
I lavori se li aggiudica l’Ati (associazione temporanea di imprese) di cui, con le socie Prama e Lungarini, è capofila la Doronzo. Ma quell’assegnazione ai secondi classificati (Consorzio Pelagus e Varia Costruzioni) non torna, tanto che decidono di ricorrere al Tar. Nel novembre 2012 il tribunale amministrativo il ricorso lo accoglie. La Provincia deve fare “un passo indietro” e rescindere il contratto con l’Ati Doronzo. Del resto la stessa amministrazione provinciale già aveva avanzato, di fronte alle pressioni dei balneari, qualche perplessità sull’esecuzione dei lavori.
La palla passa nelle mani dell’associazione Pelagus- Varia. Quelle stesse imprese che, nel frattempo, una conoscenza più dettagliata del litorale se la stanno facendo: il sindaco Pucci intima la messa in sicurezza di un tratto di costa e l’intervento è affidato, in somma urgenza, proprio a loro.
Le ragioni delle nuove ditte. Pelagus e Varia Costruzioni, però, quando si tratta di subentrare nell’esecuzione dei lavori antierosione mettono qualche puntino sulle “i”. Sono trascorsi 5 anni dalla prima assegnazione, variate le condizioni economiche e quelle del litorale. «La Provincia - spiega Stefano Varia - ci ha inviato una lettera formale in cui ci richiede la disponibilità ad iniziare i lavori. Da parte nostra abbiamo spiegato che quella disponibilità c’è, ma non alle condizioni - ecco il nocciolo della questione - del 2009».
Il motivo del contendere è economico: in ballo - per portare a termine le opere - ci sono ancora 5,5 milioni «di cui - Varia entra nel dettaglio - 500 circa destinati ad ultimare i geotubi. Per noi - tira le somme - quella cifra non è sufficiente. Serve almeno un milione anche perché dobbiamo intervenire su opere già eseguite e correggere alcuni errori. Insomma, prevediamo che serva almeno il doppio di quanto preventivato, per realizzare l’intervento a regola d’arte».
La Varia Costruzioni e il consorzio Pelagus la loro proposta l’hanno già avanzata: «Senza intervenire sulla cifra complessiva di 5,5 milioni - prosegue l’imprenditore - parte delle risorse potrebbero essere dirottate dalla sabbia ai geotubi». Poi chiarisce: «Se invece di ripascere l’arenile con 170mila metri cubi, se ne versassero sulla spiaggia, a lavori ultimati, 150mila, libereremo denaro utilizzabile per i geotubi».
Una proposta che l’associazione di imprese ha formalizzata a Palazzo ducale.
In attesa della decisione. La Provincia sta valutando l’ipotesi avanzata dalle ditte. Lo fa muovendosi fianco a fianco con la Regione che non soltanto ha finanziato il mega progetto antierosione, ma da tempo, su richiesta anche dei balneari, svolge il delicato compito di regista di ogni intervento in riva al mare.
Insomma, il tema è delicato e i segnali sono tutti nella stessa direzione. Nulla - o quasi - fa presumere che il risvolto sia positivo. All’orizzonte si profila una nuova procedura di assegnazione. Davvero una storia infinita quella del progetto che dovrebbe garantire un futuro ad arenile ed economia turistica.
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