Il Tirreno

L’autotrasporto concede una tregua

L’autotrasporto concede una tregua

Oggi i camion del marmo riprendono a viaggiare, ma in attesa del tavolo in Prefettura resta la paura dei sovraccarichi

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CARRARA. «Cercheremo di arrivare all'incontro del 5 novembre in Prefettura, con elementi che consentano di produrre risultati. Noi come Comune siamo disponibili a individuare assieme alle categorie i siti per collocare le pese nei tre bacini marmiferi, e a seguirne la progettazione, ma al tavolo del 5 novembre qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di pagare gli impianti». Il sindaco Angelo Zubbani non si sposta dalla sua posizione, e l'ha ribadito ieri nel nuovo incontro che ha avuto con gli autotrasportatori del consorzio Cama, lo "zoccolo duro" della protesta che da giorni imperversa nel settore dell’autotrasporto del marmo, per il problema dei sovraccarichi e delle conseguenti multe.

La protesta: l’incubo dei sovraccarichi. Ieri non è transitato alcun camion per le cave. Ed è stata una giornata di incontri intensi da parte delle associazioni. E’ maturato un percorso ma sui singoli camionisti permane il terrore di trovarsi alla pesa con un sovraccarico. C’è il terrore delle contravvenzioni. «Assindustria – dice Papini – ha fatto uscire segnali di disponibilità e come nostra associazione ci pareva doveroso, vista la convocazione del tavolo a Massa, riconoscere tale disponibilità dei vari soggetti al dialogo. E’ avvenuta una cosa straordinaria, cioè un salto in avanti di tutti». Cna e Confartigianato hanno deciso di aspettare l'incontro di novembre non calcando sul fermo dell’autotrasporto, ma ieri i camionisti si sono ancora una volta fermati spontaneamente e non hanno fatto viaggi alle cave. A tenere alta la tensione è il timore che le soluzioni richieste tardino ad arrivare, e che permanga l'incubo dei sovraccarichi, in quanto i camionisti sostengono l'impossibilità ad oggi, di sapere l'entità precisa dei carichi che coni loro mezzi trasportano giù dalle cave. E così accade che una volta arrivati alle pese di Miseglia bassa, se c'è un sovrappeso non possono scaricarlo da nessuna parte (perché il Comune tecnicamente ha difficoltà ad autorizzarli)per evitare la contravvenzione da parte della polizia municipale che fa controlli costanti. L'idea di utilizzare le 3 vecchie pese di Torano-Pulcinacchia per collocarne una in ogni bacino marmifero, sembra essere quella che le categorie e lo stesso sindaco intendono percorrere come la più pratica, ma Zubbani ha fatto capire che l'amministrazione non intende sborsare denaro per gli interventi di collocamento degli impianti.

Chi pagherà le pese? Si stanno forse pensando possibili meccanismi che potrebbero sfociare in una nuova articolazione temporanea delle tariffe del marmo a carico degli industriali, finalizzata a coprire il costo della messa in opera delle pese?

Di certo per ora, ci sono solo i cinque giorni di fermo (da venersì scorso) totale dell’autotrasporto del lapideo. «C'è un impegno forte del sindaco - ha commentato Mario Andrei del Cama al termine dell'incontro svoltosi ieri mattina in municipio - per cui pensiamo che domani (oggi per chi legge, ndr.) torneremo a lavorare». E infatti la decisione di sospendere il fermo, il Cama l’ha ufficializzata nel pomeriggio dopo una riunione fra gli associati: quindi non ci sarà oggi la ventilata manifestazione con i camion in città. Si punta tutto sul tavolo in Prefettura. «Sì – ha confermato Andrei - si riparte, il sindaco ci ha chiesto nel frattempo, di pazientare. Per collocare le tre pese pare che ci vorranno un paio di mesi, dovremo prima trovare i siti giusti dove metterle. L’incontro del 5 novembre sarà importante».

Assindustria: occorrono progetti sostenibili. Ma quanto costerà collocare le pese nei bacini di Colonnata, Fantiscritti e Torano? «Si calcola circa ventimila euro a piattaforma. - dice il sindaco - Ma lo ribadisco, noi siamo disponibili a collaborare alla soluzione però i costi andranno a carico di altri soggetti». Assindustria?

E per Assindustria parla l’imprenditore del marmo Giancarlo Tonini: «La nostra associazione si è dimostrata sensibile al problema evidenziato dagli autotrasportatori e disponibile a risolverlo condividendo una soluzione. Al tavolo della Prefettura valuteremo percorsi tecnici per superare i disagi dei camionisti, e saranno le imprese del marmo a pronunciarsi poi su progetti sostenibili economicamente e tecnicamente. Per ora non abbiamo partecipato ad alcun tavolo istituzionale, abbiamo ricevuto un gruppo di trasportatori la settimana scorsa e preso atto delle loro problematiche: da parte di Assindustria c’è la massima apertura, l’impegno al confronto, per valutare le ipotesi più sostenibili. Credo anche che occorra arrivare in Prefettura già con idee chiare, per poter siglare un accordo».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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