Sicurezza
«La Rsa di Fossone va salvaguardata»
Leghe Spi-Cgil: no al cambio di destinazione, gli anziani aumentano e anche i bisogni assistenziali
CARRARA. Le Leghe dello Spi-Cgil locale, chiedono che a Fossone resti la destinazione originaria della residenza assistita per anziani e non autosufficienti. Lo chiedono attraverso i rispettivi segretari Fabrizio Bigini, Marcello Lorenzini e Mary Almarcegui appoggiando «la ferma posizione della Commissione Socio-sanitaria del Comune», in difesa della Rsa e «in contrasto con la proposta della Direttrice dell'Asl».
«Le motivazioni della Commissione sono, secondo noi convalidate e rafforzate dai dati relativi alla popolazione anziana che ci offre il “Profilo di Salute della Zona delle Apuane “ (Carrara , Massa , Fosdinovo e Montignoso ), elaborato da un Gruppo di studio dell'Asl stessa: la popolazione anziana della Zona delle Apuane è in costante lieve aumento negli ultimi anni, nel 2010 gli anziani ultrasessantacinquenni erano 34.249, di cui 15.486 residenti a Carrara,15.357 a Massa, 1105 a Fosdinovo e 2201 a Montignoso; certamente la stragrande maggioranza di loro era in grado di essere autonoma, autosufficiente e attiva ma il 15,12% di queste persone vivevano da sole, 2502 erano valutate non autosufficienti di cui il 43% gravi, 3184 erano i soggetti stimati affetti da demenza senile».
Le leghe Spi-Cgil agigungono che «nel 2013 la tendenza all'invecchiamento della popolazione non si è , molto probabilmente , arrestata e quindi sono in crescita anche i bisogni assistenziali degli anziani e non possiamo rischiare di trovarci in un prossimo futuro di fronte all'impossibilità di assicurare l'assistenza appropriata,, se destiniamo ad altre finalità le Rsa programmate appositamente per loro».
E aggiungono: «Queste riflessioni valgono per Carrara, che ha il più alto numero di anziani, ma anche per Massa». Inoltre viene ricordato che «a Carrara il lascito del professore Alfonso Crudeli fu destinato per l'assistenza agli anziani così come a Massa fu del lascito Pelù. La Direttrice dell'Asl e la responsabile dei servizi territoriali affermano che le strutture pubbliche e private attuali sono sufficienti a soddisfare le richieste di assistenza residenziale o semiresidenziale degli anziani della nostra zona, ma queste convinzioni sono discutibili se si valutano i bisogni reali,emersi e sommersi, e non facciamo finta che tutto funzioni».
Secondo le leghe Spi-Cgil in questa fase di riordino della sanità e di riduzione dei posti letto negli ospedali, «bisognerà potenziare i servizi territoriali e avere maggiori spazi per le cure intermedie a causa delle dimissioni ospedaliere precoci. Finora le Rsa pubbliche e la Don Gnocchi hanno accolto le cure intermedie che a breve verranno raddoppiate, ma in futuro con l'apertura dell'ospedale nuovo dovremo individuare ulteriori spazi per rispondere alle esigenze crescenti di assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale nelle Rsa , nelle Case Famiglia». Fanno presente che le Rsa pubbliche a Massa e Carrara «sono solo due e già piene e quelle private, accreditate e convenzionate, sono più numerose, ma sono tutte gestite allo stesso livello di qualità ? E’ bene che nella zona ci siano più Rsa pubbliche che competano con quelle private per qualità dei servizi e anche per efficienza gestionale». Le segreterie delle leghe Spi Cgil hanno ben presente che aprire e gestire nuove residenze assistite per gli anziani richiede un investimento di risorse che in un periodo di tagli e spending review vengono sottratte alle istituzioni locali, ma affermano che «le Rsa pubbliche possono chiudere i bilanci in pareggio e anche in attivo, come pubblicamente dichiara il Direttore delle due Case di Riposo dottor Biselli che è stato ascoltato dalla Commissione Sociosanitaria del Comune. La buona gestione delle strutture pubbliche può essere di qualità e anche conveniente, inoltre può contribuire a migliorare la qualità dei servizi assistenziali nelle strutture private».
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