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L’esperto: «Rifiuti zero? Si inizi dall’umido»

L’esperto: «Rifiuti zero? Si inizi dall’umido»

MASSA. Come trasformare un comune con nemmeno il 30% di raccolta differenziata in una città a rifiuti zero? Come riuscire a creare un sistema virtuoso di raccolta e di smaltimento di scarto urbano...

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MASSA. Come trasformare un comune con nemmeno il 30% di raccolta differenziata in una città a rifiuti zero? Come riuscire a creare un sistema virtuoso di raccolta e di smaltimento di scarto urbano che includa il cittadino? Sono solo alcune delle domande a cui lunedì sera, alla Casa delle Culture, si è cercato di dare delle risposte durante il dibattito "Verso rifiuti zero - politiche locali per la raccolta differenziata dentro una visione di area vasta" organizzato dall’associazione “Massa è Tua” e arricchito della presenza di Rossano Ercolini, presidente del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori e vincitore del Goldman Environmental Prize 2013 - prestigioso premio ambientale paragonabile al Nobel, che non veniva assegnato a un italiano dal 1998. Maestro di scuola elementare e un passato nel movimento politico dei verdi, Rossano Ercolini è forse una delle voci più critiche ed esperte nel campo della gestione dei rifiuti. Ha infatti passato gran parte della sua vita alla ricerca di alternative all’attuale sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti ed è stato insignito del premio proprio per il coraggio di dire la verità sull’inceneritore del suo comune (Capannori). La sua lucida analisi del territorio massese e i consigli lanciati all’amministrazione lunedì sera non possono quindi rimanere inascoltati.

«Guardando questo territorio – ironizza Ercolini – non ci resta che piangere. Oltre allo scandalo Cermec lo scenario è davvero grigio in materia».

Massa, in tema di gestione di rifiuti, è effettivamente il fanalino di coda della regione. Osservando i dati del 2012 e comparandoli con quelli dell’anno precedente si nota infatti una riduzione del rifiuto urbano (-4,6%), che però è dovuto più alla crisi economica che a una reale coscienza ambientalista. Il rifiuto indifferenziato è diminuito infatti solo del 2,6% a fronte di un -10 % del rifiuto differenziato. In totale, nel 2012, solo il 29,9% del rifiuto era differenziato. Ercolini ha quindi dapprima ricordato, senza scivolare nella retorica, le conseguenze che una cattiva gestione dei rifiuti può causare nel territorio: problemi ambientali, in primis, ma anche salutari e turistici.

«Una città sudicia – commenta – non può essere attrattiva».

Ha quindi esposto la sua visione delle cose: «La politica non deve farsi sottomettere da chi gestisce lo smaltimento. – commenta – E’ l’amministrazione che deve farsi carico del cambiamento, è tutta loro la responsabilità». La sua risposta al problema rifiuti è chiara: la raccolta porta a porta come svolta, collegata a isole ecologiche. Tre, secondo Ercolini, sarebbero sufficienti per Massa.

«Ovviamente costa fare il porta a porta – continua l’esperto – e il Comune massese non ha queste risorse, ma allora do un consiglio: perché non inizia con la raccolta dell’umido? Senza l’umido l’indifferenziato può essere smaltito più facilmente». Le proposte lanciate lunedì sera sono state tante: da bonus per commercianti che utilizzano vuoto a rendere, prodotti alla spina o materiale biodegradabili per le manifestazioni a riduzioni nella Tares per quei cittadini che fanno il porta a porta – nel comune è attivo solo a Romagnano per un totale di 5 mila abitanti.

«Sono piccoli passi che danno una spinta al cambiamento.- conclude Ercolini - Perché si cambia man mano che si vede cambiare».

Melania Carnevali

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