Il Tirreno

E ora si allunga la lista degli indagati

Maxi inchiesta sul lapideo: dopo le nuove perquisizioni la Procura stringe il cerchio, nel mirino una dozzina di aziende

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CARRARA. Nell’inchiesta sul settore lapideo, dopo il nuovo blitz della Guardia di Finanza, e il sequestro di materiale in abitazioni e aziende (alcune già visitate tre settimane fa dagli uomini delle Fiamme Gialle) sembra proprio che la lista degli indagati- le ipotesi di reato contestate sono frode fiscale e riciclaggio- sia destinata ad allungarsi.Una dozzina di nomi (tante sono state le perquisizioni effettuate dalla Finanza) sarebbero, proprio in queste ore al vaglio della Procura: grossi imprenditori e aziende storiche ma anche ditte più piccole. In alcune case e aziende la Finanza sarebbe addirittura tornata per una seconda volta, a distanza di pochi giorni, per reperire ulteriore documentazione.

Sotto osservazione ci sarebbero tutte ditte legate dal filo rosso di contatti, fatture, scritture contabili che risalirebbero non più solo all’anno 2013 (come era avvenuto nelle prime perquisizioni e contestazioni della Finanza) ma fino al 2008.

Insomma, come previsto fin dall’avvio dell’indagine denominata “nero alle cave e al piano”, il cerchio si allarga e potrebbero essere coinvolti anche altri imprenditori, quelli “coperti” nella relazione di servizio messa agli atti dalla Finanza, e altri ancora su cui sarebbero stati trovati dei riscontri proprio nell’ambito dell’indagine.

La Procura (la titolare del fascicolo è la dottoressa Rossella Soffio) al momento non si sbilancia: ma è ufficiale che il numero degli indagati è destinato ad aumentare.

Sono ore di super lavoro e si stanno passando al setaccio proprio le ultime carte, quelle sequestrate nel blitz di lunedì mattina quando una trentina di uomini delle Fiamme Gialle hanno fatto il loro ingresso in abitazioni private e uffici. Tutto con decreto di perquisizione firmato dalla stessa Procura, per poter aver accesso a documentazione fiscale che risale a parecchi anni addietro, fino al 2008.

Adesso si stanno passando al setaccio le carte, si studia la contabilità e si riascoltano anche le intercettazioni ambientali finite al centro del primo fascicolo.

E, già nelle prossime ore, alcuni nomi (circa una dozzina, ma potrebbero essere ancora di più) potrebbero allungare la lista degli iscritti al registro degli indagati.

Intanto, per quel che riguarda quella che, adesso, a tutti gli effetti può essere chiamata la prima tranche dell’inchiesta, starebbe per essere presentata l’istanza di dissequestro dagli avvocati Patrizia Baccigalupi ed Enrico Marzaduri, per il materiale prelevato durante le perquisizioni ai fratelli Venezia assistiti dai due legali.

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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