Sicurezza
Due ore di pioggia, la città va in tilt
Allagamenti di scantinati e garage in via Lunigiana e alla Filanda, sott’acqua il pavimento del centro commerciale Masero
AULLA. Venerdì prossimo saranno trascorsi due anni dalla tragica alluvione del 25 ottobre 2011, ma nulla sembra essere cambiato. Infatti bastano due ore di pioggia intensissima, quasi un nubifragio, come è accaduto nella serata di lunedì scorso, per fare ripiombare nel terrore la popolazione. Stavolta non è stato il Magra a scatenare il panico, ma le fognature, che non hanno retto minimamente l'urto della fortissima precipitazione.
Quindi tombini scoperchiati non sono mancati e pesanti disagi si sono verificati in città, in particolare alla Filanda, in via Nazionale, in via Resistenza e nel viale Lunigiana, e al Masero di Terrarossa, dove il centro commerciale, che comprende il Conad, è andato sott'acqua come spesso accade quando piove più del solito.
Ad Aulla capoluogo, invece, cantine e Conad allagati in viale Lunigiana, soprattutto nel Residence Margherita, il famoso "palazzo giallo", e problemi anche all'interno del palazzo comunale, dove la pioggia è entrata dal tetto bagnando documentazione e pratiche: infatti, ieri mattina lungo i corridoi del municipio c'erano scatoloni dove il materiale è stato messo ad asciugare.
Naturalmente nel tardo pomeriggio di lunedì le strade, visto l'impietoso flop del sistema fognario, erano diventati fiumi impetuosi e con l'auto si procedeva a passo d'uomo e qualche problema lo ha avuto un automobilista in via Cerri nel quartiere della Ragnaia, il quale ha chiesto soccorso.
Ma che cosa ha determinato la situazione di grave inefficienza del sistema fognario? Fra la gente ieri mattina si diceva che «le fogne non sono mai state pulite adeguatamente dopo l'alluvione», ma abbiamo girato la domanda al sindaco Roberto Simoncini, il quale assicura che «sono state pulite, piuttosto, il problema è che se non viene approvato il bilancio comunale, non potremo realizzare il canalone dove verranno convogliati tutti i canali che si gettano nel fiume Magra. Un'opera importante, quella del canalone, che ci consentirà di risolvere, in particolare, le criticità che si verificano regolarmente alla Filanda».
Simoncini, però, fa notare che l'evento meteorologico è stato particolarmente intenso: «Una bomba d'acqua che ha scaricato sul territorio precipitazioni cumulate pari a 180 millimetri di pioggia attorno alle ore 19».
Di diverso avviso il consigliere comunale di minoranza di "Idee in Comune", Matteo Lupi, che parla di «nessun adeguamento della rete fognaria congruente allo sviluppo degli ultimi 15 anni, nessuna cura dei canali che attraversano la città, fossi di guardia e scolo, in gran parte ancora oggi ostruiti nel loro sbocco nel Magra dall’alluvione, nonché dai lavori propedeutici alla realizzazione del nuovo argine. Progetti faraonici e dispendiosi con pompe e pompette, mai realizzati, di messa in sicurezza dell’abitato, precedenti l’alluvione del 2011, utili solo a giustificare uno sviluppo ulteriore che non avrebbe dovuto avvenire senza un aumento della sicurezza idraulica di pari livello. Interventi senza memoria storica di quelle che erano le infrastrutture di rete della città e di quello che era il livello del fiume sotto l’argine. Interventi da realizzarsi, come l’argine di viale Lunigiana, il cui dimensionamento non garantirà una sicurezza superiore alla trentennale: Aulla, nonostante il progetto del nuovo argine, si allagherà ancora a causa delle fognature». Lupi, infine, annuncia che sarà sollecitata un'inchiesta al commissario, se e quando si insedierà, su quanto accaduto.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
