Sicurezza
Caos nell’autotrasporto del marmo
Problema dei sovraccarichi: tavolo in Prefettura a novembre, ma la protesta continua e il Cama si ferma anche oggi
CARRARA. Nuova giornata di protesta, ieri, da parte degli autotrasportatori del lapideo: il fermo si è protratto per tutta la giornata e dai bacini marmiferi non è sceso praticamente nessun mezzo. I camionisti chiedono l’installazione di un sistema di pesatura a monte, per quantificare in modo esatto la merce prima dell’impianto di pese a Miseglia bassa, e non incorrere così nelle sanzioni per eventuali sovraccarichi.
E oggi sarà un’altra giornata di passione, nonostante che le associazioni di categoria, Cna e Confartigianato, dopo contatti con il sindaco Zubbani, abbiano ottenuto un tavolo in prefettura per il 5 novembre prossimo.
Il Cama, consorzio che conta 23 ditte dell’autotrasporto marmo, ha deciso di effettuare un fermo anche oggi, spiegando che è stato molto apprezzato l’interessamento del sindaco, circa la possibilità di pese nei bacini marmiferi, ma poiché al momento il problema non è stato risolto, lo stato di agitazione non cessa: «Chiediamo intanto certezze di poter scaricare l’eventuale sovraccarico». La Cna ha fatto sapere che si dissocia dal fermo, sposando (dopo colloqui col sindaco e con il vice sindaco) il percorso condiviso che porterà all’incontro del 5 novembre in Prefettura. .
Il sindaco Angelo Zubbani conferma che in quell’incon a cui siederà con i rappresentanti di Assindustria e delle categoria dell’autotrasporto, «verranno esaminate le possibilità di pesatura dei carichi alle cave. Nei magazzini abbiamo le vecchie pese di Torano, ma è chiaro che qualsiasi intervento non dovrà gravare sulle casse del Comune. Siamo disposti a dialogare per trovare soluzioni, ma non a trattare sulla nostra facoltà di effettuare i controlli ai camion, né su soldi da scucire». Insomma, il sindaco è aperto al confronto con gli autotrasportatori, ma lascia capire che se al monte verranno installate pese per risolvere il problema dei sovraccarichi, della spesa dovranno farsene carico soggetti diversi dall’ente locale.
Per ora, è caos nel trasporto del lapideo: dopo tre giorni di mobilitazioni, iniziate venerdì scorso con lo sciopero spontaneo di una decina di camionisti, ieri mattina la nuova fermata. «Nessuno, nemmeno il camionista più esperto, è in grado di stimare il peso del marmo caricato in cava. E i mezzi in sovraccarico, vengono sanzionati subito dopo l’uscita dall’impianto di lavaggio di Miseglia, senza alcuna possibilità di “correggere” il carico. Sanzioni pesanti, che prevedono anche la sottrazione di punti dalla patente, con il rischio di vedersi sequestrare il mezzo. Per questo, i camionisti chiedono, da tempo, la possibilità di liberarsi dell’eventuale materiale in eccesso subito dopo la pesatura, predisponendo dei piazzali ad hoc, oppure, in alternativa, di installare delle pese a monte, per quantificare con esattezza la portata. Venerdì scorso l’amministrazione aveva rigettato, per l’ennesima, volta l’opzione della correzione del carico dopo la pesatura a Miseglia, spiegando che nessuno può autorizzare gli autotrasportatori a compiere un’infrazione in quanto i camion dovrebbero essere in regola col carico fin dal momento stesso dell’ingresso sulla strada pubblica, ovvero subito dopo l’uscita dalle vie di arroccamento. Di qui l’altra ipotesi avanzata a più riprese dagli addetti ai lavori, e cioè l’installazione delle pese al monte.
Cna e Confartigianato, vista la convocazione del tavolo in Prefettura, hanno chiesto ai camionisti di sospendere la mobilitazione. Ma le ultime decisioni di ieri sera, dicono che stamani un certo numero di camionisti proseguirà la protesta. Il Cama (Consorzio Autotrasportatori Marmo e Affini) ha ottenuto l’autorizzazione a un corteo in centro: se prevarrà la linea dura, domani una ventina di “bisonti” del marmo potrebbe sfilare per le strade di Carrara, a sostegno delle richieste dell’autotrasporto che tutti i giorni sale e discende dai i bacini marmiferi.
(c.ch., c.car.)
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