Proteste
«Subiamo sfratto in contumacia»
La vicenda di due donne invalide: mai arrivate le raccomandate del tribunale
MASSA. Sfrattata in contumacia. Quando la signora Silvia Cerizza si è vista davanti l’ufficiale giudiziario non voleva credere ai suoi occhi. Tutto vero invece: c’è una sentenza del tribunale che fissa al 29 ottobre la liberazione della casa di Marina, anche con la forza pubblica.
La signora che vive con la madre, ambedue invalide oltre il 60% ha cercato intanto di capire come fosse stato possibile che del procedimento di sfratto, per morosità, intentato dal proprietario della casa lei non ne sapesse nulla epoi ovviamente si è rivolta ad un legale. «Sono certa di poter dimostrare in tribunale che non sono mai stata morosa e tanta elatre ragioni. Ma il problema è che lo sfratto è fissato per il 29 ottobre mentre l’udienza per discutere le mie ragioni è fissata la 19 dicembre. Chiedo solo di aspettare tale data per l’esecuzione dell’atto».
Ma come mai non è stata fatta opposizione al provvedimento? «Le raccomandate del tribunale non sono mai arrivate. E non crediamo per colpa del postino. Ho sporto denuncia e chiesto agli inquirenti di far luce su questo aspetto della vicenda. Il problema di fondo è che le cassette della posta sono all’interno del palazzo e il postino è costretto a lasciar fuori la posta. Di fatto alla mercé di tutti. Quella che riguardava noi è sparita - dice Cerizza -Così non abbiamo potuto far valere subito le nostre ragioni. Mostrare per esempio al giudice i bonifici fatti, esibire il documento dell’Agenzia dell’entrate nel quale si chiede il riconoscimento di un nuovo contratto visto che c’erano pagamenti in nero. E altro ancora». La signora ha chiesto, per ora senza risultati, di anticipare l’udienza di dicembre a prima del 29 ottobre, giorno dello sfratto. «Oppure il contrario: derogare lo sfratto a dicembre. Ripeto, non siamo morose ed esiste un contratto regolarmente registrato».
Ovviamente la parte avversa ha sostenuto in tribunale il contrario: il mancato pagamento completo della somma pattuita dell’affitto e di spese del condominio, di qui la richiesta (accettata) di procedere allo sfratto per morosità.
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