Il Tirreno

Soldi “in nero” per comprare casa, tutti assolti

Sotto accusa in 23 per l’acquisto di appartamenti da Di Ronza: per il giudice il fatto non sussiste

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CARRARA. Appartamenti pagati, nel contratto dal notaio, meno del valore reale. Con la differenza (dai 15 ai 30mila euro) versata in nero: questi erano i punti nodali di una maxi inchiesta della Procura che risale al 2008 e che ha portato 23 imputati a processo.

E che si è conclusa, ieri mattina all’apertura del dibattimento in tribunale a Massa, con l’assoluzione: perché il fatto non sussiste. Sono state accolte le eccezioni della difesa e, in sostanza, che la presunta irregolarità fiscale poteva essere sanata con una sanzione amministrativa. E, in “favor rei”, quindi, non sarebbe stato necessario il procedimento penale. Insomma tutto si conclude con le assoluzioni e con una sentenza secondo cui quello che ha dato origine al processo per 23 imputati, poteva essere “risolto” con una ammenda.

La nota della Finanza. Tutto comincia con una nota della Finanza, nella quale, durante alcune verifiche presso la Di Ronza Costruzioni, venne rinvenuto un foglio di carta, con tanto di tabella che riportava da una parte il nominativo degli acquirenti delle unità abitative vendute, l’importo ricavato, quello dichiarato nel contratto e la differenza fra i due valori, (chiamata “addendum”).

Proprio da qui aveva preso le mosse l’indagine sugli appartamenti di Marina e sui loro acquirenti.

Il tutto si concluse con la contestazione, a carico di 23 persone, dell’articolo 483 del codice penale “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”. Articolo che, è bene ricordarlo, prevede la reclusione fino a 2 anni.

Insomma una vicenda delicata e una contestazione precisa: secondo l’accusa nel contratto di compra vendita, per l’acquisto di alcuni appartamenti a Marina, in via Bertoloni nel condominio “Le Magnolie” della Di Ronza costruzioni, avrebbero dichiarato il falso: indicando una cifra inferiore al valore reale degli immobili. Versando poi una cifra (dai 15 ai 30 mila euro) in nero.

Il processo. In apertura di dibattimento, davanti al giudice Elisabetta Congiusta, i legali hanno presentato una richiesta pregiudiziale, ai sensi dell’articolo 129 c. p. Sulla base delle contestazioni del capo di imputazione stesso gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

Tutti assolti. Questi gli imputati del maxi processo che sono stati assolti in apertura del dibattimento: Valentina Diglio (avv. Aldo Di Lauro), Stefano Pezzica (avv. Francesco Persiani), Massimiliano Giangarè (avv. Paolo Barsotti), Mauro Iovinella (avv. Paolo Barsotti), Ines Marcolungo (avv. Lorenzo Stefani), Elena Rosa Rossi (avv. Enzo Fediani), Luigi Sannino (avv. Aldo Di Lauro), Lucia Maddaluno (avv. Aldo Di Lauro), Daniele Leonelli (avv. Nicoletta Cervia), Fabio Franchini (avv. Manuela Aiazzi), Luigi Mori (avv. Lorenzo Stefani), Sergio Stefani (avv. Luca Lattanzi), Arianna Bernacca (avv. Andrea Lazzoni), Ines Andrei (avv. Angelo Tubino), Stefano Di Ronza (avv. Francesco Persiani), Paolo Majello (avv. Angelo Tubolino), Mirella Vanelli (avv. Angelo Tubolino), Barbara Danesi (avv. Enrico Panetta), Stefano Cioli (avv. Aldo Di Lauro), Elisabetta Palma (avv. Barbara Volpi), Roberto Zorzit (avv. Aldo Di Lauro), Donatella Nardi (avv. Enzo Frediani), Luigi Tonazzini (avv. Manuela Aiazzi).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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