Il Tirreno

All’attacco delle campane: «Anche 117 rintocchi!»

All’attacco delle campane: «Anche 117 rintocchi!»

Un professore di lettere vive fra due “fuochi”, il duomo e il Carmine «Questo continuo scampanìo è inutile, tutti conoscono gli orari delle Messe»

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CARRARA. Per chi suona la campana? Sicuramente, e anche troppo, per Alberto Compagno, insegnante carrarese, peraltro anche amante della musica, che vive nei pressi del Duomo e poco lontano dalla chiesa del Carmine, e che convive coi rintocchi delle campane dei due campanili, a suo avviso un po’ troppo intensi e frequenti. Campane elettroniche, o comunque azionate elettronicamente, che con rintocchi regolari avvisano i cittadini dello scorrere delle ore, scandendole ad ogni mezz’ora, quindi 2 volte ogni 60 minuti, per 24 ore, dunque 48 volte al giorno, solo per l'indicazione dell'orario, che, secondo il cittadino, è il minore dei disagi: «Magari ci fossero soltanto i rintocchi orari - ha detto Compagno, di professione docente di lettere - nell'arco della giornata! La vera tortura sono i continui scampanii che si susseguono dalle 7 del mattino alle 21 di ogni giorno feriale. Sono arrivato a contarne oltre 1000 in un giorno. Scampanii che in molti casi non hanno neanche un perchè: le campane si attivano e suonano, suonano anche con 120 rintocchi alla volta! Dei giorni festivi poi, non ne parliamo neanche, perchè si tratta di una vera e propria tortura».

Il continuo suonare delle campane in molti casi ha un suo perchè: è dovuto al fatto che ciascuna parrocchia “chiama” i suoi fedeli per invitarli a partecipare alle funzioni religiose, quindi almeno 6 volte al giorno ciascuna parrocchia dà il via a melodie famose, pezzi classici, motivetti tradizionali: «E' assurdo, il frastuono che si crea in città - ha commentato il cittadino - anche perchè l'affluenza alle Messe in questa città è bassissima, e chi vuole partecipare alle funzioni sa perfettamente gli orari in cui vengono celebrate, pertanto questo continuo scampanio è del tutto inutile». E come se non bastasse, ironizza l'esasperato Compagni, le melodie in questione sono anche stonate! Per risolvere una situazione che nei periodo di Natale e Pasqua diventa insostenibile, Alberto Compagno lancia una proposta: «Non dico che sia necessario abolire la tradizione delle campane - ha detto - ma i sacerdoti potrebbero accordarsi tra loro: non serve che tutte le chiese della città scandiscano le ore, perché non siamo in una vallata montana e perché l'orologio ce l'abbiamo tutti; e anche per quanto riguarda il voler continuare a "chiamare" i fedeli a Messa, va bene, ma si potrebbero evitare i 117 rintocchi che ho contato all'ora della funzione».

Margherita Mazzarella

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