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Dal 110 e lode alla Normale a Oxford
Altri brillanti successi dell’ex capitano dello squadrone di matematica del liceo scientifico Marconi
CARRARA. Da capitano dello squadrone di matematica del Liceo scientifico Marconi (Oro alle Olimpiadi del 2008), a laureato precoce alla Normale in fisica (110 e lode), a dottorando a Oxford. E’ davvero uno studente eccellente il carrarese Andrea Caleo: poche settimane fa ha conseguito la laurea Magistrale in Fisica, all’Università degli studi di Pisa congiuntamente alla scuola Normale superiore, come detto, con votazione 110/110 e Lode. Ha discusso la tesi: “A model for the Slow decline of the Galactic Recurrent Nova T Pyxidis”. E ora Andrea (25 anni il prossimo gennaio), prosegue gli studi per il conseguimento del dottorato (Phd) in fisica solare, presso l’Oriel college di Oxford. In passato Andrea si era distinto come capitano della squadra di matematica del Liceo Marconi, che vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi nel 2008, e come membro della squadra Italiana alle Olimpiadi di fisica svoltesi ad Hanoi sempre nel 2008, con conquista della medaglia d’argento. Nel corso del dottorato in astrofisica a Oxford, collaborerà con un professore americano, il prof. Balbus, sul capire la rotazione del Sole. «È noto ormai da molto tempo - spiega Andrea Caleo - che il Sole non ruota su se stesso come un corpo rigido, come ad esempio fa la Terra, ma la velocità di rotazione dipende dalla posizione, così che mentre la materia all'equatore del Sole compie un giro in circa 25 giorni, quella vicina al polo ne impiega circa 35. Ci si può accorgere di questo fenomeno osservando i puntini più scuri sulla superficie del Sole, che si muovono in modo diverso a seconda della loro posizione (va fatto con lenti protettive, naturalmente). Alcuni studi del Sole che sono stati effettuati negli ultimi anni, basati sull'osservazione di una piccola parte della superficie solare alla volta e la determinazione delle sue oscillazioni, ci hanno permesso di conoscere la velocità di rotazione anche della materia che si trova in alcune zone interne al Sole, e non solo sulla sua superficie; questa tecnica si chiama eliosismologia perché, in un qualche senso, studia i terremoti che attraversano il Sole. Gli astrofisici hanno capito in modo accurato il funzionamento delle stelle da almeno 50 anni, ma le curve di rotazione rimangono ancora poco comprese dal punto di vista teorico. Adesso che per il Sole ci sono questi dati che ci permettono di conoscere molto più in dettaglio quello che sta accadendo, è possibile avanzare alcune spiegazioni su quali meccanismi prendano parte nel determinare la curva di rotazione e confrontare queste ipotesi con i dati raccolti. Il prof. Balbus è già riuscito a ricostruire teoricamente la curva di rotazione del Sole in una zona interna, ma ci sono altri fenomeni che non sono del tutto compresi che la determinano in altre regioni, compresa la superficie, ed ora dobbiamo capire come analizzarli». Che aggiungere? Buon dottorato di ricerca.
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