La manifestazione
Castelli (Fiom): Ricci formalizzi la sua proposta
MASSA. Alessio Castelli, responsabile vertenza Eaton per la Fiom, interviene nel dibattito sull’acquisizione delle aree e i progetti di reindustrializzazione. «A 5 anni da quando Eaton ha chiuso i...
MASSA. Alessio Castelli, responsabile vertenza Eaton per la Fiom, interviene nel dibattito sull’acquisizione delle aree e i progetti di reindustrializzazione.
«A 5 anni da quando Eaton ha chiuso i battenti - scrive - se i lavoratori hanno i nervi tesi, io lo considero un fatto naturale, perdere il lavoro nonostante l’azienda non sia in crisi ritengo sia moralmente vergognoso. Ho appreso dalla stampa locale - prosegue -che alcune posizioni sindacali espresse durante l’incontro con il sindaco Volpi hanno suscitato amarezza in Emilio Ricci, storico imprenditore del territorio che ha manifestato interesse ad acquistare l’area.
Nessuno ha mai messo in dubbio il suo ruolo di vero imprenditore, nè snobbato il suo interessamento per la reindustrializzazione, ma anzi, partendo dalle sue considerazioni sull’atteggiamento predatorio che alcune “imprese” hanno tenuto in tempi non lontani, abbiamo chiesto una regia unica per definire chi, come e cosa ci aspettiamo dal riutilizzo industriale dell’area. Il fatto che la Regione e il Presidente Rossi abbiano voluto focalizzare risorse e mezzi per favorire la rioccupazione, ci deve impegnare come territorio e sindacato per ottimizzare le energie su tutti i fronti, anche e soprattutto su quello occupazionale.
Personalmente auspico che Ricci seguendo gli iter espressi dalla Regione e dalle istituzioni locali, congiuntamente ai sindacati, confermi il proprio interessamento a ricreare occupazione nell’area ex Eaton. Come lavoratori - conclude Castelli - chiediamo solo trasparenza e regole certe per chi vuole portare lavoro, anche per noi gli avventurieri e gli impresari venuti all’assalto del territorio anni indietro, con l’aiuto di politicanti compiacenti, sono esperienze da condannare, ma non da dimenticare visto che ancora oggi molte vittime di quelle vicende sono drammaticamente disoccupati».
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