Il Tirreno

Maltrattamenti alle donne: 95 casi in nove mesi

Maltrattamenti alle donne: 95 casi in nove mesi

Roberta Crudeli (Pd): dati allarmanti che rendono sempre più necessario un Centro provinciale antiviolenza

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CARRARA. Nei primi nove mesi di quest'anno i casi seguiti dal Servizio Sociale locale riguardanti maltrattanti a donne sono stati ben 95 (più di dieci al mese): 22 casi che si sono rivolti al Centro “Donna chiama Donna”, 47 casi segnalati dalle Forze dell'Ordine, 6 casi arrivati al pronto soccorso del nostro ospedale da Comuni limitrofi, 3 allontanamenti di madre con bambino, 5 minori allontanati dalle famiglie, 12 donne che si sono rivolte direttamente al Servizio sociale. «Sono dati allarmanti – dice Roberta Crudeli capogruppo del Pd, che fornisce questo quadro della situazione – e quindi si rende sempre più necessario un Centro Provinciale Antiviolenza».

Attualmente sono stati attivati tre tavoli di lavoro, uno coordinato dalla Prefettura, uno dalla Provincia ed uno dall'Asl che è la capofila dei Progetto Codice Rosa voluto dalle Regione Toscana.

Sulla recente approvazione della Legge sul Femminicidio la Crudeli fa alcune considerazioni: lo ritiene un provvedimento importante che denota «un coinvolgimento maggiore da parte del governo per il contrasto alla Violenza di Genere. In questa Legge si evidenziano però alcuni punti deboli, come quello di non trovare alcun riferimento alla presa in carico degli uomini autori di comportamenti violenti. Quando parliamo di prevenzione alla violenza di genere, non è possibile non occuparci anche degli autori della violenza stessa . E' importantissimo proteggere le vittime e sostenerle in ogni modo così come è fondamentale punire il reato, ma si tratta di interventi a posteriori, quando la violenza è già stata commessa». La Legge interviene solo sul piano repressivo, «un piano di intervento talvolta necessario per bloccare gli autori della violenza ma insufficiente per affrontare il fenomeno nella sua complessità. Purtroppo si continua a considerare la violenza contro le donne una questione di ordine pubblico o causa di allarme sociale, invece – dice la Crudeli - è un problema culturale e di grande rilevanza politica. E' previsto inoltre l'obbligo di arresto e l'allontanamento dell'autore dei maltrattamenti nei casi di flagranza di reato anche se è difficile capire come questo possa accadere». Altra critica: «Nella Legge non sono previsti finanziamenti ai Centri Donna e nemmeno sussidi temporanei a donne vittime di violenza che vogliono ricostruire la loro vita. Alcune norme sono interessanti come la previsione dell'aggravante nei casi di violenze commesse alla presenza di minori che mi auguro porti a tutelare maggiormente i bambini. Questa Legge è un primo atto necessario ma non sufficiente e sarà importante lavorare molto e nel profondo, trovare fondi stabili e continuativi per continuare a sostenerla e a potenziarla. Il Comune di Carrara ed il Servizio Sociale Professionale, con il Progetto Pic Urban proposto fin dal 2003, hanno attivato un Centro di Ascolto per donne maltrattate nel centro storico della città. Dopo dieci anni di esperienza sul campo, il Servizio Sociale ha posto in essere percorsi, strategie di intervento e modalità operative consolidate a sostegno di questo tipo di fragilità sociale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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