Il Tirreno

Candia, vendemmia straordinaria

Candia, vendemmia straordinaria

Produzione ridotta ma alta qualità dell’uva. «Il bianco sarà certo notevole»

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MASSA. Una vendemmia che annuncia buone notizie per le colline del Candia, dove i risultati potrebbero essere eccellenti, anche se la quantità sarà, in alcuni casi, drasticamente ridotta. Meno venti per cento rispetto al 2012, ma vino ottimo, soprattutto il bianco. È un primo bilancio della vendemmia 2013 stilato dai produttori apuani a pochi giorni dalla fine della raccolta.

«La produzione è sicuramente ridotta rispetto all’anno scorso – spiega Roberto Verzanini, direttore Consorzio di tutela del Candia dei colli apuani – in alcuni casi anche del venti o addirittura trenta per cento. Imbottiglieremo quindi circa duecentomila bottiglie di vino doc, ma sicuramente sarà di ottima qualità. L’uva a settembre era bellissima».

Un risultato non tanto sperato visto il tempo sfavorevole di maggio e giugno. L’inusuale freddo accompagnato da piogge, avrebbe infatti causato la peronospora della vite, che avrebbe quindi rallentato il processo di maturazione dell’uva e ridotto la sua quantità. È solo con il mese di agosto che i produttori incominciano a tirare un respiro di sollievo vedendo la propria uva riprendere la sua perfetta evoluzione.

«Fortunatamente – spiega Fabrizio Bondielli, dell’azienda agricola Calevro - il tempo ha recuperato ad agosto e nei primi giorni di settembre, con giornate di sole e temperatura perfetta da permettere il processo di maturazione. Il bianco sarà ottimo, un po’ meno il rosso la cui uva invece non ha raggiunto la perfetta maturazione».

«Il bianco sarà eccezionale – incalza Aurelio Cima, uno dei maggiori produttori di vino della zona – anche se ha perso mezzo grado. Il rosso invece sarà da invecchiamento più lunghi».

Il vino bianco si conferma quindi anche quest’anno il cavallo di battaglia della colline apuane, ormai rinomate anche nel mercato estero per il suo vino Doc. Tra i vitigni il più presente è certamente il Vermentino bianco che costituisce la base del vino bianco prodotto nel territorio apuano, ma anche altri vitigni autoctoni sono utilizzati nella produzione di vino bianco, come Albarola, Trebbiano toscano e Malvasia.

Ed è proprio sul vino bianco che punta il mercato enologico locale. Un mercato che, se si guarda all’export, sembra asfittico, ma che regge il colpo della crisi grazie all’ampliamento del mercato interno. «Per quanto riguarda le esportazioni – spiega Cima – il mercato risente della crisi generale che sta vivendo il commercio enologico a livello nazionale. Si sono ridotti infatti gli scambi con il Giappone e gli altri paesi fino ad ora grandi partner commerciali, ma si è ampliato il mercato interno. E questo grazie all’evoluzione del prodotto e al raggiungimento di una certa qualità. Agli italiani, ai toscani, piace bere vino buono e ora hanno conferma di cosa bevono anche dai nostri vini».

Le previsioni quindi per l’anno prossimo lasciano intendere un velato ottimismo: la crisi c’è, ma il Candia sa come superarla.

(M.C.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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